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Festival di Cannes

CANNES (nostro inviato) Il 2022 è stato per il festival del cinema sulla costa Azzurra un anno sottotono, meno pubblico pagante, meno fan a caccia di autografi, meno curiosità per i divi che salgono la Montée des Marches del Gran Teatro Lumiére.

CANNES -  “Donne! E’ arrivato lo spadaccino! Approfittate!”.

CANNES - Non tutti sanno che a questo film del 1982 il regista Steve Spielberg, certo non un novellino, ha rimesso le mani, vent’anni dopo, non per correggere alcuni errori, come capita talvolta anche agli autori più attenti, ma per arricchirlo ulteriormente, come non bastasse il successo planetario che aveva riscosso quando uscì sugli schermi.

CANNES (nostro inviato) – In “Nostalgia” di Mario Martone, unico film realmente italiano in concorso a Cannes, perché sia “Le otto montagne” che “Les Amandies” non lo sono del tutto, il bravo Pierfrancesco Favino interpreta il protagonista: Felice Lasco tornato a Napoli dopo aver passato quarant’anni all’estero, in particolare in Egitto dove è riuscito a mettere su un’impresa di costruzioni.

CANNES -Esattamente sessant’anni fa usciva sugli schermi Il processo, uno del film più discussi di Orson Welles, attore e regista americano che amava rifuggire dagli schemi imposti da Hollywood. Ispirato al romanzo omonimo di Franz Kafka del 1924, se ne distacca soprattutto nel finale, ma l’impianto è lo stesso. 

CANNES - La presenza del cinema italiano alla 75ma edizione del Festival di Cannes non è certo massiccia, due soli film in concorso – tre se vogliamo con il più francese che italiano “Les Amandiers”  di Valeria Bruni Tedeschi - e poche altre occasioni nelle sezioni minori: ma ce n’è una che merita particolare rilievo: il lungometraggio Marcel!, che segna l’esordio nella regia di Jasmine Trinca, l’attrice romana ben nota sulla Croisette.

CANNES (nostro inviato) Kiril Serebrennikov, regista antiputin condannato nel suo paese e costretto all’esilio, è in concorso per la Palma d’oro con Tchaikovsky’s wife, Un film che del famoso compositore volutamente non ripropone alcuna musica, si sofferma sulla dipendenza estrema di Antonina Millukova, la donna che lo sposò benché avvertita che sarebbe stata amata solo come da “un fratello”.

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