ROMA - Il suo look, provocante e aggressivo, faceva da contrasto ad una personalità fragile e sensibile. Il suo stile di vita trasgressivo nascondeva una richiesta d’aiuto per un disagio ben più grave e profondo, che solo attraverso la musica riusciva a esprimere.

Published in Musica

ROMASusanna Parigi è una cantautrice e compositrice,  che ha collaborato con nomi importanti della musica italiana come Fiorella Mannoia, Claudio Baglioni, Riccardo Cocciante. Da qualche mese  è uscito il suo album  Apnea e, in rotazione,  a fare da apripista il singolo “Filtro elettronico”, brano che indaga i rapporti tra musica e uso della tecnologia. L'ha intervistata per Dazebaonews.it Valentina Marchetti.

D. Quando hai deciso che la musica sarebbe stata la tua strada?

S.P. Penso sia stata la musica a decidere per me. Avevo circa quattro anni e chiesi, molto decisa, ai miei genitori di prendere lezioni di canto. Poi a nove anni sono entrata in conservatorio e mi sono diplomata a 19 in pianoforte. Nel frattempo avevo già iniziato a scrivere. La musica mi si è attaccata addosso da sempre e non ricordo un periodo della mia vita in cui non ci fosse. Dopo il diploma ho fatto due tour importanti con Cocciante e Baglioni e poi ho iniziato con i miei dischi. Avendo avuto questo istinto così piccola, mi viene da pensare più a una vocazione che a una scelta consapevole.

D. Quali sono state le tue influenze?

S.P. Sicuramente la musica d’autore francese, la musica classica che respiro da sempre e un buon numero di cantautrici non italiane perché in Italia le donne hanno iniziato a scrivere da non molto...non so...Tori Amos, Regina Spektor, Kate Bush. Per quanto riguarda la voce Betty Carter, Noa… ma il mio genere non è molto ben collocabile, infatti è stata per la prima volta usata la definizione “Pop letterario”proprio perché dal punto di vista dei testi potrebbe essere definito musica d’autore, ma per certe scelte armoniche e melodiche e anche vocali, si avvicina in certi momenti al pop. Ma le definizioni stanno strette a tutti, credo.

D. Come nasce "Filtro elettronico"?

SP. Di solito i miei album sono a tema. Sin da “In differenze”. Con “L’insulto delle parole”già trattavo il tema della manipolazione del vocabolario, del maltrattamento subito dalla parola, dell’ingiuria continua, del non poter più credere alle parole. Ma oggi, mi sembra, ci sia qualcosa di più. Io la chiamo “parolessia”, un termine che non esiste, ma mi sembra poter indicare una certa malattia della parola, un uso esagerato. Ecco da cosa nasce “Fitro elettronico”. Io uso molto la tecnologia, ma è l’abuso che rende ridicole le situazioni. Per esempio il cellulare porta per ovvi motivi a parlare e parlare e parlare, a dire tante parole superflue. In realtà tu non hai nessuno vicino. Quando hai accanto una persona puoi fare tante cose in silenzio, passeggiare, ascoltare musica, abbracciarsi. Mi è capitato di vedere in metropolitana mamme concentrate molto di più sul loro dispositivo elettronico che sul figlio.

D. Parlami del tuo rapporto nella composizione, tra registrazione, elettronica, tecnologia. 

S.P. Come ti ho detto faccio molto uso della tecnologia per lavorare, ma nella composizione delle canzoni proprio no. Credo fermamente che un’idea melodica debba nascere libera e svincolata. Tutto quello che nasce sopra qualcosa di già composto, non può essere libero. Porto un esempio. Oggi molti ragazzi prendono delle basi già esistenti, o loop ritmici, e sopra costruiscono una canzone. Per carità è un modo. Meglio quello che niente. Però è chiaramente un ripiego per tutti quelli che non hanno sufficiente preparazione musicale da essere indipendenti. Preparazione musicale che sarebbe d’obbligo in un paese civile, ma nel nostro è a livello del terzo mondo. Sto parlando della scuola dell’obbligo. Scritte le canzoni, la fase successiva dipende tutta dal vestito sonoro che immagino nel complesso per quel progetto. Nei miei precedenti due Cd, immaginavo un mondo intimo e allora la realizzazione è stata pianoforte e quartetto d’archi. In questo caso la tecnologia viene usata solo per registrare, ma il pianoforte e gli archi sono veri e tutto è suonato. Questo ultimo album “Apnea”, invece è molto più arrangiato. Alessandro Boriani a cui devo gli arrangiamenti, ha fatto uso di elettronica mista a strumenti bandistici e al mio inseparabile pianoforte ottenendo delle sonorità piuttosto inusuali, credo.

D. In quali progetti sarai prossimamente impegnata?

S.P. Stiamo preparando il nuovo concerto-teatrale “Apnea”che partirà credo in autunno. Un misto tra musica, installazioni e teatro... non è facile per me descriverlo. Poi andremo avanti con lo spettacolo “Il saltimbanco e la luna”su Jannacci, ormai sulle scene da due anni e mezzo e sto scrivendo un libro sulla musica come stile di vita, quasi una terapia, che uscirà più o meno a marzo.

D. Come trovi la scena musicale se dovessi paragonarti  ai colleghi del tuo genere ?

SP. Trovo che ci siano diverse cose interessanti in giro, ma tutto quello che è innovativo non passa dai
consueti mezzi di comunicazione. Questo è abbastanza ovvio e anche naturale. Vale per tutti i tipi di merce in circolazione. Se vuoi qualcosa di diverso dal massificato, devi andartelo a cercare con molta pazienza. Questo tipo di sistema ha l’effetto positivo che tutti oggi, almeno nel mondo occidentale hanno da mangiare e da vestire, anche se spesso stracci o cibo non del tutto sano. Però si vestono e mangiano. L’effetto negativo è che ( e questo è rimasto esattamente come in passato), la roba buona costa e non è alla portata di tutti. 

Susanna Parigi – L’attenzione

 

Published in Musica

ROMA - Davvero un'idea geniale quella del cantante americano  Norwood, voce solista del gruppo che si è esibito recentemente ad Atlanta city, che per realizzare il loro primo video clip del brano 'Gravity',  ha chiesto alle persone attraverso il sito web e  i social network un contributo economico, dettagliando anche le spese.

Published in Life & Style

ROMA - Cosa succederebbe se nella vita di tutti i giorni ci comportassimo come i giocatori durante le partite di calcio? Ce lo racconta un video ironico, dal titolo  Everyday Football Fouls della Fourgrounds Film,  che su You Tube ha già realizzato 2.511.305 in pochissimi giorni.

Published in Life & Style

ROMAIl suo colore è rosa, nelle nuances della pervinca del Madagascar e, se è vero che i fiori parlano un linguaggio, Pink, il nuovo magazine letterario diretto da Alessandra Bazardi e Sam Stoner, predilige gli affari di cuore declinati, artisticamente e non solo,  al femminile. Non a caso Pink si apre con un focus di Cinzia Giorgio su Jane Austin, sul segreto della longevità dei suoi romanzi, da ricercarsi, secondo la Giorgio, nella profondità con la quale la grande scrittrice ritraeva i sentimenti e l’ambiente culturale in cui si sviluppavano.

Published in Life & Style

 

ROMAValentina Marchetti ha intervistato per Dazebaonews.it Riky Anelli, cantautore bergamasco, che a soli 19 anni a Sanremo, nel 2000. si impone all'attenzione di critica e pubblico come nuova proposta e ora, da qualche mese, è in rotazione il suo singolo “Svuota Tutto” . Cantautore più votato dai lettori di Repubblica.it al Premio De Andrè 2013 con "Svuota tutto", il brano ha per protagonista il PINOCCHIO DI Collodi. Vi riproponiamo il video alla luce del racconto dell’autore.

Published in Musica

 

 

ROMA - L'Air New Zealand prima del decollo proietta la consueta dimostrazione, ma questa volta non si tratta di hostess che impettite mostrano le uscite e controllano le cinture, bensì di un video con tanto di modelle in bikini che informano i passeggeri sulle dotazioni di sicurezza dell'aeromobile.

Published in Società

La reggia di Versailles era stata concepita da Luigi XIII come un luogo di ritiro e riservatezza. La sua architettura in origine semplice, modesta e intima, era divenuta magnifica solo con l’avvento di Luigi XIV, il re Sole, che influenzato dalla cultura italiana dei suoi parenti aveva seguito il loro stile rifacendolo in grande, soprattutto dai giardini. Boschetti, cascate, labirinti, teatri d’acqua riecheggiavano quelli di Frascati e di Bagnaia, ma con un’inimitabile apertura verso l’infinito. 

 

VENEZIA - E’ ancora un irresistibile Simone Massi a dare, per la terza volta, il logo alla Mostra del cinema di Venezia. Simone quest’anno si ispira all’ultima inquadratura de I 400 colpi (Les quatre cents coups, 1959) di François Truffaut - scegliendo uno dei più bei finali della storia del cinema -  e lo fa con un tocco distintivo e irripetibile. Venezia ha davvero un contrassegno d’artista, forse uno dei più belli mai avuti in un festival del cinema.  

ROMA - Gianluca Chiaradia, musicista veneziano, si affaccia alla ribalta italiana a ventidue anni con il  suo album desordio SERIAMENTE IRONICO.

Published in Musica

Cerca nel sito

BANKSY-banner-metamorfosi-300x300.jpg

LAB.jpg

ITC.jpg

Opinioni

Immacolata Del Prete, una pittrice dalla sorprendente forza espressiva

Immacolata Del Prete, una pittrice dalla sorprendente forza espressiva

Da Cardito nella Terra dei Fuochi un'artista unica che utilizza intense dinamiche cromatiche per intraprendere un profondo scavo psicologico

Alessandro Spadoni - avatar Alessandro Spadoni

Quando il laboratorio scientifico diventa "l'armeria del commerciale"

Quando il laboratorio scientifico diventa "l'armeria del commerciale"

Intervista a Serlio Selli, direttore del laboratorio di Cromatos, l'azienda che colora il nostro vivere quotidiano 

Alessandro Ambrosin - avatar Alessandro Ambrosin

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Velletri n. 1/2011 del 27/01/2011
Direttore responsabile Alessandro Ambrosin Redazione +39 338 4911077
per info scrivi a: [email protected]