Sandro Marucci

Sandro Marucci

Una cosa di cui molti telespettatori dovrebbero esser grati al coronavirus è di aver eliminato il pubblico da alcuni programmi di varietà o di approfondimento. Oggi è un’esigenza imposta dalle regole sul divieto di assembramento, ma potrebbe domani diventare una bella novità che rivoluzionerebbe molti programmi televisivi condizionati e appesantiti dalla presenza del pubblico in studio.

Come rimedio alla chiusura delle sale cinematografiche imposta dall’emergenza del coronavirus, si parla di riaprire il Drive In a Roma e di farne di nuovi in altre città. Sarebbe una novità allettante per i giovani: vedere un film in dolce compagnia nell’intimità di un’automobile senza il rischio di contagio in platee affollate. Sembra l’uovo di Colombo: non si può andare al cinema a piedi? Andiamoci in macchina! E senza il problema del parcheggio! 

I reparti maternità si preparino, ma anche gli uffici legali. Fra nove mesi sull’Italia del coronavirus potrebbe abbattersi un baby-boom e un’ondata di divorzi, come contraddittoria conseguenza degli arresti domiciliari che da marzo il governo per precauzione contro il coronavirus ha inflitto a milioni di cittadini.

Martedì, 07 Aprile 2020 10:19

L’amore ai tempi del coronavirus

L’epidemia fa bene all’amore o no? Non ci sono statistiche in materia, né esperti che ne parlino in tv, ma la domanda è legittima. E la risposta  più ovvia è: dipende.  Dipende dalla tipologia di amore. Se coniugale, allora il Coronavirus farà senz’altro bene: costretti per settimane chiusi in casa, c’è da aspettarsi fra nove mesi un baby-boom di proporzioni planetarie.

Più volte, nel corso della storia, l’umanità ha temuto per la propria sopravvivenza. Il grido “E’ la fine del mondo” è risuonato ogni volta che eventi inspiegabili hanno sorpreso i nostri padri: dal mitico diluvio universale alle bibliche sette piaghe d’Egitto, dai terremoti alle alluvioni, dalle guerre mondiali alla scadenza dei millenni. “Mille e non più mille” dicevano i sacri libri, ma finora non è successo: la fine del mondo finora è rimandata. Ma la paura rimane. 

ROMA - Cento anni fa nasceva Gillo Pontecorvo, regista di vaglia e anche, in vecchiaia, direttore della Mostra di Venezia. E’ stato sceneggiatore e anche attore, è morto nel 2006.

ROMA - Nato da una coproduzione italo-franco-tedesca è uno dei più importanti film di Luchino Visconti.

ROMA - D’accordo che Federico Fellini è fra i nostri maggiori registi, fra i più grandi del cinema mondiale, maestro indiscusso della macchina da presa, ma avere il cognome nel titolo di un suo film è un onore, salvo errore, mai toccato ad altri cineasti.

ROMA - Franco Zeffirelli è morto nel giugno scorso. Per ricordarlo la Festa del Cinema di Roma presenta fra i classici questo sapiente adattamento della commedia del Bardo in cui a fare la parte del leone è la coppia glamour del momento, siamo nel 1967, la britannica Elizabeth Taylor e il gallese Richard  Burton. 

Luchino Visconti diresse questo film, il suo penultimo, nel 1974, l’anno dopo aver girato Ludwig e due anni  prima di chiudere la sua produzione con  L’innocente:  sarebbe morto nel 1976. La Festa del Cinema di Roma rende omaggio al grande regista riproponendo uno dei suoi migliori film in un’accurata versione restaurata dal Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale. 

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