Sandro Marucci

Sandro Marucci

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La colonna di autocarri tedeschi risaliva lentamente via Livorno. Veniva dai baraccamenti che lungo i binari della ferrovia Roma-Firenze, appena fuori dalla   stazione Tiburtina, erano stati prima dei militari della nostra Guardia di Finanza e poi dei tedeschi che vi si erano acquartierati in vista del ripiegamento al nord.

L’anno scorso, in piena pandemia, La nave di Teseo ha ristampato “Il nome della rosa” di Umberto Eco, con l’aggiunta di disegni e appunti dell’autore. Come tutti i libri importanti, scritti bene e pieni di suggestione Il nome dellarosa si legge, a quarant’anni dalla prima uscita, con grande interesse e tutto d’un fiato, come si diceva dei gialli che ti appassionano.  

I geroglifici degli antichi Egizi, i bassorilievi sulle colonne romane, gli epigrammi di Marziale, le commedie in un atto di Achille Campanile, gli aforismi di Leo Longanesi.

Pippo è un giovane di talento che non tarda a interessarsi alle arti. Vive nella Firenze del ‘500, nella bottega di un affermato maestro ha il primo contatto con il colore, ben presto si fa notare.

In occasione della giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri a settecento anni dalla morte, il gruppo Corriere della sera manda in edicola diciotto volumi con la vita, le opere, le letture, i saggi e gli studi su Dante a cura di Enrico Malato.

Cento anni fa, il 31 maggio 1921, a Pola, la bella città dell’Istria allora italiana, nasceva Alida Valli, la prima vera diva italiana del cinema fin dagli anni Trenta. Sarebbe doveroso da parte della Rai dedicarle un omaggio che per il pubblico anziano sarebbe un piacevole ricordo e ai giovani offrirebbe l’occasione di conoscere una grande attrice, oggi immeritatamente dimenticata.

E’ un fatto clamoroso quasi senza precedenti. Il canale di Suez che dal 1869 è la più importante via d’acqua che collega il mar Rosso al Mediterraneo è bloccato da un incidente navale che al momento non si riesce a risolvere.

Quasi ogni giorno si legge sui giornali di ottantenni che non riescono a vaccinarsi. Fra loro ci sono anche artisti noti che giustamente approfittano dell’occasione di essere intervistati per dire che stanno aspettando da tempo di essere chiamati per la vaccinazione.  

E’ questo il secondo Leonardo della televisione italiana. Il primo è del 1971, lo girò Renato Castellani protagonista Philippe Leroy, l’attore parigino che allora aveva 40 anni (nell’ottobre scorso ne ha compiuti novanta), dopo aver interpretato decine di film italiani, e in tv un personaggio popolarissimo come Yanez del salgariano Sandokan.

Una campagna di scavi a Roma ha di recente portato alla luce in piazza Venezia un reperto archeologico di eccezionale valore: una pedana rotonda sulla quale i vigili urbani, sbracciandosi con atteggiamenti a dire il vero teatrali, dirigevano il traffico dei veicoli per fermarne alcuni e dare la precedenza ad altri, insomma per armonizzare quello che senza la loro presenza sarebbe stato un perenne, caotico, inestricabile ingorgo di macchine, autobus, motociclette.

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