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Venerdì, 07 Agosto 2020 12:56

Procida, terra e mare. La storia di Gioconda

Gioconda guarda il mare. Dietro di sé la porta verde di casa, a sinistra il sentiero che porta al faro e agli orti, a destra la via che va al paese. Davanti solo il mare. Chissà a cosa sta pensando mentre passo di lì diretto al faro col costume rosso e la borsa da spiaggia. Il solito turista che viene a farsi la foto, sicuramente. 

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Mercoledì, 08 Aprile 2020 21:53

Tutto cambia ...

Una storia che non è altro che la realtà. I primati un bell’ esempio di cambiamento, lento ma continuo fino al portamento eretto e non solo.

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Lunedì, 04 Settembre 2017 23:02

NERONE er bullo del Foro

Sull'entrata d'una trattoria romana, imperava la scritta “Da Nerone er poeta”. Di poetico c'era soltanto un bel piatto di pajata coi rigatoni al sugo, che resuscitava i morti.

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Giovedì, 13 Luglio 2017 16:34

Una notte di ricordi

Chissà un sogno…..Ti ricordi quella sera dopo il teatro sconvolta dal finale tragico provai a cadere nelle braccia di Morfeo ma lui non c’era mentre tu eri lì seduta sulla sponda del letto, diafana come la luna, cerea in volto mesta mi guardavi.

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Domenica, 20 Marzo 2016 20:30

Squat (Seconda parte)

Prima del grande passo voleva tenere sotto controllo la situazione, vedere se c'era qualcuno che si fosse accorto del lucchetto.

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ROMA - “Tutto va per il meglio nel peggiore dei mondi possibili...”.  Così scriveva Dino Campana, il grande poeta di origini tosco-emiliane. Una vita vissuta al limite, nell’oblio ed in una costante oscurità. Tutti temi che, in un modo o nell’altro, ritornavano nella sua poetica.  Campana trascorse gli ultimi anni della sua vita in un ospedale psichiatrico.

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ROMA -  Con L’ARTE DEL RACCONTO parte del programma estivo di YAP FEST 2015, il MAXXI ha dato spazio alle emozioni uniche che scaturiscono dalla voce di un attore che racconta una storia e dalla magia della musica dal vivo. 

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Giovedì, 24 Aprile 2014 20:20

Stanco (seconda parte)

Orazio quasi ogni venerdì era nervoso, quella “fiesta” da bisogno iniziale era diventata un tormento. La gente durante la “fiesta” alla fine beve, beve, beve, consuma droga e in stati di non coscienza finisce con il rompere i coglioni agli altri. E perché Orazio doveva innervosirsi in questo modo? Chi lo obbligava?

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Martedì, 08 Aprile 2014 06:39

7. IL CASO (terza parte)

Che fare? Orazio era così, non sopportava le ingiustizie, a volte era un po’ idealista, altre volte non si poneva troppo nei panni degli altri, però alla fine il suo istinto lo rendeva libero. E l’amore allora? Orazio con Paz aveva capito che quando due persone stanno a guardarsi negli occhi per ore senza dire nulla allora possono dirsi innamorati. Orazio provò a parlare con Paz però lei non si voleva compromettere più di tanto, non si sbilanciava, non voleva soffrire. 

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Martedì, 01 Aprile 2014 07:34

7. Il CASO *(seconda parte)

Ma non si può nemmeno poi tanto pensare al futuro in questi termini. Le affezioni provocano questo sintomo di autodifesa dal dolore che porta ad invadere un po’ troppo la vita di un altro individuo. Ma chi può comandare i pensieri? Orazio aveva deciso di abbandonarsi agli eventi che la vita gli proponeva, cercava di comprendere sempre di più la parte differente dalla sua, l’altro.

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