Visualizza articoli per tag: confesercenti

Tutelare cittadini ed imprese commerciali per rilanciare consumi

Pubblicato in Società

ROMA - Nel 2015 il bilancio tra aperture e chiusure di negozi, bar e ristoranti sarà in rosso, con un saldo negativo di oltre 29mila imprese. E' la stima dell'Osservatorio Confesercenti. "Un crollo meno grave di quello registrato nel 2014 (-34mila) ma comunque peggiore delle attese". Il calo delle chiusure, il primo in cinque anni, è quasi annullato dalla frenata delle aperture: quest'anno si stima che inizieranno l'attività circa 37mila nuove imprese, contro le oltre 42mila dello scorso anno.

Pubblicato in Economia
Etichettato sotto

ROMA  «Il credit crunch è tutt'altro che terminato. Ad agosto lo stock di prestiti alle imprese - comprensivi delle sofferenze - si è fermato a quota 913 miliardi: ben 103 miliardi di euro di prestiti in meno rispetto al novembre 2011, con un crollo complessivo del 10,2%». A lanciare l'allarme è Massimo Vivoli, vicepresidente vicario di Confesercenti e Presidente di Italia Comfidi.

Pubblicato in Economia
Etichettato sotto

ROMA - Una stangata da 20 miliardi di euro si è abbattuta, in tre anni, su famiglie e imprese. A lanciare l'allarme fisco è la Confesercenti in un rapporto realizzato in collaborazione con il Ref. 

Pubblicato in Economia

ROMA - L’abbigliamento non è più una delle priorità degli italiani. Effetto della crisi economica? A quanto pare sembra proprio essere così.

Pubblicato in Società
Etichettato sotto
Lunedì, 23 Dicembre 2013 19:05

Confesercenti. Crisi, crollo consumi delle famiglie

Nel segno della crisi la spesa media delle famiglie italiane per Natale. Meglio l’enogastronomia

Pubblicato in Primo piano
Etichettato sotto

E arriva anche un buona notizia in un panorama economico  che ogni giorno è contrassegnato da dati negativi . E’ la Confesercenti  che annuncia una inversione di tendenza per quanto riguarda i negozi e le piccole botteghe che avevano registrato , a partire dal 2012 un saldo negativo fra aperture e chiusure. Ora l’emorragia pare arrestarsi. Tra maggio e giugno- segnala Confesercenti- per la prima volta dal 2012, si registra un saldo positivo tra chiusure e aperture (+1.422), grazie soprattutto alla vitalità del Nord Italia.. Si tratta di un “piccolo boom” di aperture: 7.546 nuove imprese, +88% rispetto a marzo-aprile (4.014)., registrato dall’Osservatorio della associazione dei commercianti. Da inizio 2013 hanno però chiuso senza essere sostituite 11.328 imprese. Occorrerà attendere la prossima rilevazione per avere conferme che non si tratta di una fiammata casuale.

Un “ tesoretto” da non affossare con eccessi di  tasse e burocrazia

Confesercenti, parla  di un "esile " segnale di ripresa, un 'tesoretto' di nuove imprese da non affossare con un eccesso di "tasse e burocrazia". All'incremento di aperture non corrisponde, infatti, un'inversione di tendenza delle chiusure della stessa intensità. Nel terzo bimestre, secondo i dati dell'Osservatorio, le cessazioni del commercio al dettaglio sono state 6.124, solo il 12% in meno rispetto al periodo marzo-aprile.  Sempre meglio che niente rispetto al “'buco nero'” del primo bimestre, quando a chiudere i battenti erano stati più del doppio degli esercizi, 13.775, compensati da appena 3.992 nuove aperture.

Resta in difficoltà il settore della moda

Da segnalare che il saldo è positivo sia per il commercio al dettaglio alimentare (1.191 iscrizioni e 924 cessazioni) sia per la distribuzione no-food (6.355 aperture contro 5.200 chiusure). Resta in difficoltà,  il settore moda, duramente colpito dalla crisi dei consumi, che a maggio e giugno segna ancora un saldo negativo, anche se minimo, di 132 unità, portando il saldo totale dall'inizio dell'anno ad un “rosso” di quasi 4mila negozi. Il segnale di ripresa si avverte in tutte le zone del nostro Paese, ma a tirare la corsa in particolare è il  Nord Italia, che registra un saldo positivo di 1.044 aziende, il 73% del saldo complessivo.  Centro e Sud registrano pur in positivo, registrano una  variazione  ancora molto esigua: +218 per il Centro, appena 160 aziende in più per le regioni del Mezzogiorno. A determinare il ritardo di queste due aree dell'Italia è il persistere dell'emorragia delle imprese: le cessazioni del centro sud sono state 4.908 (1.991 al centro, 2.997 nel sud Italia), circa l'80% delle cancellazioni totali registrate in Italia nei due mesi di maggio e giugno. 

Evitare l’ingorgo fiscale altrimenti non si rianimano i consumi

Un dato positivo  anche per le vendite al dettaglio di maggio su aprile in lieve aumento ( +0,1%, troppo tiepido, però afferma Confesercenti, “per essere interpretato come sicura indicazione di un’inversione di tendenza. Segnala piuttosto una fase volatile  nella quale la situazione più grave resta quella dei settori non alimentari, le cui vendite continuano a scendere a ritmi vertiginosi (-3,5% tra gennaio e maggio), un sintomo sia di incertezza che di poca disponibilità. I segnali negativi che arrivano dalle piccole superfici (vendite in calo del 2,3%) confermano l’elevato rischio di desertificazione delle città. Di fronte a questo quadro-conclude Confesercenti-però c’è il rischio che il temuto ingorgo fiscale dell’autunno, nel quale si riverseranno gli acconti fiscali, le addizionali, il destino di Iva, Imu e Tares, possa spazzare via ogni speranza di rianimare i consumi. E’ decisivo evitare questa prospettiva come è determinante rimettere al centro dell’azione politica e dei centri Istituzionali la questione di un coraggioso taglio della spesa”.

Pubblicato in Economia
Etichettato sotto

La “catena della crisi” così si può definire lo stillicidio di dati che segnano la drammatica situazione del nostro paese disastrato da una recessione che sembnran on finire più.

Pubblicato in Primo piano
Etichettato sotto

ROMA  - «Sull'Iva si passi dalle parole ai fatti, perché il Paese è a un passo dal baratro: con un aumento dell'aliquota, i consumi si contrarrebbero ulteriormente e la crisi delle imprese del commercio al dettaglio si aggraverebbe. E lo scenario terribile di un Paese senza più negozi di vicinato rischia di avverarsi».

Pubblicato in Economia
Etichettato sotto

ROMA - Un intervento fiscale entro l’anno a sostegno di imprese e famiglie. Sarebbe questa la vera emergenza in Italia, almeno secondo Confesercenti. 

Pubblicato in Primo piano
Etichettato sotto
Pagina 1 di 2

bianco.png