Speech Art si vuole richiamare alle pratiche dialettiche nell’arte, alle tavole rotonde e ai talk. Speech Art gioca sull’assonanza col verbo spicciare, con l’idea di far ordine su un punto, mettendo in luce un pensiero. Ma senza troppo prendersi sul serio. Speech Art è una serie di parole sull’arte, si spera di senso compiuto. Speech Art è l’incontro con chi l’arte la sa fare o la sa leggere. Speech Art è uno sguardo sull’arte contemporanea a cura di Federica La Paglia

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Anselm Kiefer torna a Venezia, città dove espose per la prima volta alla Biennale d'arte nel 1980, con una mostra allestita presso la Sala dello Scrutinio di Palazzo di Ducale, alla quale si accede dopo aver attraversato l'enorme salone del Maggior Consiglio e ammirato, tra le altre, opere di Carpaccio, Bellini e Tiziano. Su invito dei musei civici veneziani,

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Quella del 2022 sarà l'estate “più lunga di sempre" per la Regione Calabria che - in occasione del cinquantenario di ritrovamento dei Bronzi di Riace che ricorre esattamente il 16 agosto -  si prepara a una stagione di festeggiamenti che vedranno coinvolto l'intero territorio. 

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Goldenart Production e Rai Cinemapresentano la prima immagine del film diMichele PlacidoconRiccardo Scamarcio, Louis Garrel, Isabelle Huppert, Micaela Ramazzotti, Tedua, Vinicio Marchioni

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ROMA - Lunga gonna variopinta, scialle ricamato, anelli in tutte le dita, acconciatura di fiori sui capelli intrecciati, grandi orecchini. Frida si vestiva alla messicana. Ammirava Marx, Zapata, Trockij e naturalmente suo marito, il pittore Diego Rivera.

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ROMA – Aperta al pubblico dal 13 luglio 2022 al 29 gennaio 2023, coprodotta dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dal Rijksmuseum van Oudheden dell’olandese città di Leiden, “Domiziano Imperatore, Odio e amore” è il risultato di un accordo culturale di dimensione internazionale. La mostra è stata presentata in una conferenza stampa tenuta dall’assessore alla cultura di Roma Miguel Gotor, dal Sovrintendente Capitolino ai beni Culturali Claudio Parisi Presicce, da Massimiliano Munzi curatore effettivo dell’esposizione. 

Come spiegato da Gotor l’esposizione ‘God on Earth. Emperor Domitian’, alla quale la Sovrintendenza Capitolina ha partecipato con importanti prestiti, è stata ospitata a Leiden dal 17 dicembre 2021 al 22 maggio 2022. In continuità con essa e riprendendo parte del progetto scientifico e dei prestiti, la Sovrintendenza ha elaborato una diversa articolazione del racconto grazie all’aggiunta di nuove opere. Gotor ha sottolineato la scelta espositiva di Villa Caffarelli quale luogo fortemente legato all’imperatore, da lui restaurato lussuosamente dopo l’incendio dell’80 d.C – sulle fondamenta del Tempio di Giove Capitolino è stata costruita la villa stessa – alludendo al presente della Roma in fiamme.

Claudio Parisi Presicce ha introdotto Domiziano come protagonista di un’ascesa prodigiosa perché incoronato imperatore a soli trent’anni quando la maggior parte lo diventava a cinquanta o sessanta e, per quanto chiamato “dominus et deus”,  la sua estrazione veniva da una famiglia di ceto medio-basso. Osteggiato dai senatori, fu amato dalle truppe militari alle quali concesse il primo aumento di stipendio dai tempi di Augusto. I curatori Massimiliano Munzi e Maria Paola del Moro hanno aggiunto significati intriganti all’identikit di questo Imperatore. 

Prima opera e icona è il celebre ritratto di Domiziano. Da esso parte il percorso espositivo, articolato in 15 sale e sviluppato lungo cinque grandi tematiche: Domiziano, imperatore e caro agli dei; l’esaltazione della gens Flavia e la propaganda dinastica; i luoghi privati di Domiziano, dalla casa natale sul Quirinale al palazzo imperiale sul Palatino e alla villa di Albano; l’intensa attività costruttiva a Roma; l’impero protetto dall’esercito e retto dalla buona amministrazione. La statua del Genio di Domiziano è al centro della prima sala, dedicata alla caducità della vita, rappresentata idealmente da ritratti infantili, allusivi all’imperatore e al figlioletto morto prematuramente. 

La vetrina “del tempo della vita” espone sul quadrante di un orologio otto oggetti-simbolo dei momenti cruciali dell’esistenza di Domiziano, indicati dal pugnale-lancetta che lo ucciderà. La galleria di ritratti mostra quelli della famiglia: suo padre Vespasiano e il fratello Tito, nonché le Auguste Giulia figlia di Tito e Domizia Longina, le cui ricercate acconciature sono emulate dalle dame di età flavia, ma anche la sua familia allargata, composta da liberti e schiavi. Alla damnatio memoriae decretata dal Senato all’indomani del suo assassinio riportano invece due iscrizioni e una moneta, sulle quali il suo ricordo è stato cancellato.

La continuità dinastica dominò gran parte delle azioni di Domiziano, arrivando all’esaltazione della gens Flavia, quella del suo albero genealogico, attraverso l’erezione di archi onorari al fratello e, sul luogo in cui sorgeva la casa natale, con la costruzione del Templum Gentis Flaviae. La colossale testa del fratello Tito divinizzato mostra chiaramente il desiderio di grandezza con cui Domiziano voleva fossero considerati i suoi. I luoghi privati dell’imperatore partono dal contesto del Quirinale, il colle sul quale nacque, per arrivare alla grandiosità architettonica e decorativa delle ville fuori Roma e, soprattutto, del Palazzo imperiale sul Palatino, opera dell’architetto Rabirio.  Luogo dove l’imperatore appariva come dominus e dove regnava   l’opulenza e il lusso flavio.

Secondo i curatori la mostra racconta la storia di Domiziano, complessa figura di principe e tiranno non compresa dai contemporanei e successivamente dai posteri. Recentemente, l’analisi delle fonti materiali, in particolare epigrafiche, ha restituito l’immagine di un imperatore attento alla buona amministrazione e al rapporto con l’esercito e con il popolo, devoto agli dei e riformatore della moralità degli uomini. Un imperatore che non pretese e non incoraggiò la formula autocratica “dominus et deus”, ritenuta da molti la motivazione dei sospetti, terrore e condanne a morte, sfociati nella congiura nella quale egli perse la vita. 

Luogo

Musei Capitolini

, Villa Caffarelli

Orario

Dal 13 luglio 2022 al 29 gennaio 2023
Tutti i giorni ore 9.30-19.30 
24 e 31 dicembre ore 9.30-14.00
Ultimo ingresso un'ora prima della chiusura
Giorni di chiusura
25 dicembre e 1 gennaio

CONSULTA SEMPRE LA PAGINA AVVISI prima di programmare la tua visita al museo.

Biglietto d'ingresso

Biglietto “integrato” Musei Capitolini e Mostra per i non residenti a Roma:
€ 16,00 biglietto “integrato” intero;
€ 14,00 biglietto “integrato” ridotto;
€ 2,00 ridottissimo (per le categorie aventi diritto alla gratuità, ad eccezione degli studenti delle scuole elementari e medie inferiori e dei portatori di handicap e al loro accompagnatore e in occasioni di visite istituzionali)
Per tutte le informazioni consulta la pagina 
biglietti

Ingresso gratuito per i possessori della MIC card

Informazioni

Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 - 19.00)

Promossa da Roma Culture - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Organizzazione Zètema Progetto Cultura

Tipo

Mostra|Archeologia

Curatore

Claudio Parisi Presicce, Maria Paola Del Moro e Massimiliano Munzi

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VENEZIA -  – La nona edizione del Venice Gap-Financing Market (2 – 4 settembre 2022), organizzato nell’ambito del Venice Production Bridge, sarà nuovamente il luogo nel quale, durante la 79. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (31 agosto – 10 settembre 2022) della Biennale di Venezia,

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Fino al 10 ottobre 2022 una grande mostra dedicata all'artista anglo-indiano

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L'installazione al Battistero della Manna d'Oro a Spoleto. L'artista: "un flusso di coscienza che apre una finestra su un’altra dimensione"

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ROMA - E’ stato presentato alla libreria delle Scuderie del Quirinale il libro di Salvatore Settis e Giulia Ammannati, “Raffaello tra gli sterpi. Le rovine di Roma e le origini della tutela”, edito da Skira.

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VENEZIA - Il primo film di Stanley Kubrick, Fear and Desire, venne proiettato in anteprima alla Mostra di Venezia del 1952 con il titolo Shape of Fear / Ricostruita per la prima volta la vicenda attraverso lettere e documenti dell’Archivio Storico delle Arti Contemporanee (ASAC) della Biennale

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