Lunedì, 02 Luglio 2012 14:07

Crisi. Cgil, Cisl e Uil. A Napoli migliaia in piazza per l'occupazione

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NAPOLI -  Sono migliaia, si parla addirittura di 30 mila persone attese oggi in piazza a Napoli per la manifestazione organizzata da Cgil, Cisl, Uil e Ugl sulla vertenza Campania. Previsti 300 pullman in arrivo da ogni parte della regione per chiedere attenzione a Governo e a istituzioni locali sulla difficile situazione in cui langue l'economia del territorio.

Il concentramento è previsto per le ore 16 in piazza Mancini, poi il corteo attraverserà corso Umberto, piazza Bovio, via Sanfelice per raggiungere piazza Matteotti, dove sono in programma i comizi dei leader sindacali Susanna Camusso, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti e Giovanni Centrella.

«La Campania e la crisi produttiva. Lavoro, equità, legalità» è lo slogan che caratterizza la mobilitazione.  
Nella regione 600 vertenze aperte, molti settori in difficoltà.

«La drammaticità delle oltre 600 vertenze aperte in Campania impongono una riflessione seria ed un intervento mirato del governo per ridisegnare condizioni di sviluppo - ha dichiarato Franco Tavella, segretario generale della Cgil Campania - È nostra intenzione aprire un doppio confronto: con il Governo e con la Regione Campania. Il primo, finora, ha adottato scelte penalizzanti per il nostro territorio. La seconda deve, invece, onorare gli impegni presi con il Contratto Campania».

«L'allarme sociale che vive la Campania è da codice rosso - ha sottolineato il segretario generale della Cisl Campania, Lina Lucci - sono più di 83mila i lavoratori dell'industria in difficoltà, 575 le aziende in crisi nel solo comparto industria, oltre il 60% delle 15mila imprese edili messe in ginocchio. Il sindacato ha provato per primo a fare la propria parte. Bisogna cambiar rotta».

«Non abbiamo bisogno di supertecnici - ha precisato il segretario generale della Uil Campania, Anna Rea - ma di grande responsabilità e di soluzioni. Sono troppe le vertenze e le problematiche nella nostra regione, dai trasporti alla sanità, dal fallimento delle imprese all'emigrazione giovanile: il tempo è scaduto. La Campania deve diventare vertenza nazionale, individuando le priorità e stabilendo tempi certi per soluzioni definitive, a partire dalla capacità e dal ruolo più determinante delle stesse istituzioni locali».

«La vertenza Campania - ha concluso il segretario generale regionale dell'Ugl, Vincenzo Femiano - non è riconducibile a una mera questione di bilancio, c'è bisogno di una azione politica. Il mondo del lavoro manderà un messaggio di grande responsabilità ritrovando la propria unità. Contemporaneamente chiederemo impegno e sostegno alle associazioni, agli enti, alle imprese.
Ognuno metta da pare gli interessi particolari a favore di quelli generali».

Sulla manifestazione parla anche il primo cittadino di napoli Luigi De Magistris. «Si pensa al rigore e si sottovalutano la tenuta sociale e il lavoro», ha commentato il sindaco, precisando che "gli enti locali sarebbero pronti ad accettare un rigore  equo, ma siccome le tasche dei potenti sono sempre piene non lo accettiamo più". Per questo De Magistris che vengano date «risposte diverse alle persone che soffrono e sul dramma del lavoro», avvertendo che il Comune «non si farà piegare da chi detiene il potere economico e non vuole che le cose cambino».

 

Letto 3061 volte Ultima modifica il Lunedì, 02 Luglio 2012 17:40