Mercoledì, 16 Luglio 2014 19:15

Alitalia Etihad. Alle 21 riprende la trattativa, tra tentennamenti e incomprensioni

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Airaudo (Sel): ‘Il governo  poteva chiedere ulteriori sacrifici alle banche’

ROMA - Alle 21 di questa sera riprende la trattativa su Alitalia. Al centro sempre la questione del costo del lavoro e il nodo degli esuberi. Oggi si sono susseguite continue voci di un secco No da parte della Cgil, che non vuole assolutamente indietreggiare sul numero degli esuberi. L’amministratore delegato della compagnia emiratina James Hogan è fiducioso sul buon fine della vicenda, ma ha nuovamente puntualizzato che il numero degli esuberi non si tocca.  I sindacati tergiversano, alcuni hanno già dato il loro assenso e sono pronti a firmare l’intesa. Ma è palese che la spaccatura che si sta creando rischia di lacerare questo processo industriale di cui si conoscono poco i dettagli, a parte il numero delle teste dei lavoratori che saranno tagliate.

La Filt ha annunciato la non sottoscrizione, in una missiva inviata direttamente sia al ministro dei Trasporti Maurizio Lupi che al ministro del Welfare Giuliano Poletti spiegando le ragioni del no.

 «Ci eravamo riservati, vista la delicatezza della decisione, un breve lasso di tempo per una verifica con i nostri rappresentanti sindacali» esordisce la lettera che i vertici della Cgil, il segretario generale Susanna Camusso e quello nazionale della Filt Franco Nasso. E poi:«Confermiamo qui il nostro giudizio, espresso in tempi non sospetti, sulla gravità della crisi di Alitalia. Con ogni evidenza si tratta di una crisi indotta dalla palese inadeguatezza del piano fenice oltre che dall'assenza di una politica di settore e certamente non dipendente da fattori riconducibili al lavoro» prosegue la lettera aggiungendo che viene così confermato il giudizio sul piano Etihad: «Un piano molto prudente che però si muove, a differenza di quello targato Air France, nella direzione giusta: più qualità e più rotte intercontinentali». Tuttavia se così fosse, viene da chiedersi la ragione degli esuberi. Dopo questa titubanza, rilanciata dalle agenzie come un diniego assoluto,  è arrivata la precisazione della Camusso:  «Lo abbiamo detto  con molta precisione: diamo una valutazione positiva del  piano, della necessità di salvare Alitalia, ma la soluzione  che è stata convenuta sabato sugli esuberi  non è positiva  perchè scarica sui lavoratori tutte le responsabilità». Insomma, il nocciolo della questione rimane aperto. Ovvero il pericolo di nuovi disoccupati. 

“Un governo non può dichiarare la sua impotenza di fronte alle richieste di Ethiad e non può dichiararla un Ministro del lavoro”, ha tuonato oggi il responsabile nazionale Lavoro Giorgio Airaudo. 

E non ha tutti i torti l’esponente di Sel, che ha poi aggiunto: “Il governo  poteva chiedere ulteriori sacrifici alle banche, e poteva chiedere maggiori impegni a Ethiad, visto che la compagnia di bandiera degli Emirati Arabi Uniti ha posto molte condizioni a questo Paese. Oggi il sacrificio della compagnia di bandiera la pagano i lavoratori e domani la pagheranno i consumatori. Alla fine costerà di più viaggiare in Italia”.

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