Giovedì, 03 Dicembre 2015 15:40

Banche: dov'era la Banca d'Italia mentre i risparmi dei cittadini andavano in fumo?

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Pronta denuncia penale per la mancata vigilanza

ROMA - Peggiora di giorno in giorno la situazione relativa alle 4 banche salvate sulla pelle dei piccoli azionisti e risparmiatori, che oggi si trovano in mano titoli del valore pari a zero. I cittadini coinvolti sono esasperati. Molti di loro sono pensionati che hanno perso i risparmi di una vita. Anche i numeri sono impressionanti: si tratta di 130.000 piccoli azionisti e 20.000 sottoscrittori di obbligazioni subordinate coinvolti da tali perdite. A questa vera e propria emergenza si aggiungono le notizie allarmanti relative a Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, che hanno operato una maxisvalutazione delle azioni.

Azioni e titoli che, in larga parte, non vengono acquistate spontaneamente dai cittadini, bensì dietro vere e proprie forme di dissuasione basata su un'informazione per nulla trasparente e corretta, o addirittura ricatto per ottenere prestiti e mutui. Comportamenti scorretti in pieno dispregio con la direttiva MIFID, il TUF.

In questo scenario si fa sempre più forte l'indignazione ed emerge con prepotenza un quesito: dov'era Banca d'Italia? Perché, dopo le denunce e i segnali di allarme non è intervenuta prontamente ma è rimasta ad osservare l'evoluzione degli eventi, come se non la riguardasse? Cosa facevano i dirigenti superstipendiati mentre migliaia di cittadini vedevano andare in fumo i propri risparmi?

A fronte di questi dubbi Federconsumatori e Adusbef vogliono fare la massima chiarezza. "Per questo stiamo predisponendo una denuncia penale nei confronti dei responsabili che avrebbero dovuto vigilare ed evitare tale situazione." - dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e di Adusbef. Ai responsabili, o meglio anche ad essi, chiederemo conto dei risarcimenti per i cittadini vittime di questa gravissima vicenda.

Inoltre, sul fronte del Decreto Salvabanche, qualora convertito senza modifiche, interverremo davanti al Tar con un ricorso per la richiesta di annullamento del provvedimento.

Stiamo organizzando in questi giorni assemblee e incontri con i cittadini per informarli sulle azioni da intraprendere. Inoltre ricordiamo che sul nostro sito sono disponibili i moduli per aderire alle nostre iniziative.

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