Venerdì, 11 Ottobre 2019 13:19

Snam: la sfida dell’idrogeno nella green economy

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 Le potenzialità dell’idrogeno come vettore energetico pulito del futuro nel contesto della lotta ai cambiamenti climatici e la crescente integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) nelle strategie delle imprese.

Sono questi i temi al centro dell’iniziativa “The Hydrogen Challenge – 2019 Global ESG Conference” organizzata  da Snam a Roma il 10 e 11 ottobre 2019 con il patrocinio del ministero degli Affari Esteri e della cooperazione internazionale e del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

 La conferenza è stata caratterizzata dalla partecipazione del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, accolto dal presidente di Snam Luca Dal Fabbro e dall’amministratore delegato Marco Alverà.

Nel corso del convegno, è stato approfondito il ruolo dei gas rinnovabili, e in particolare dell’idrogeno , per contrastare i cambiamenti climatici e l’inquinamento atmosferico. L’idrogeno, elemento più abbondante dell’universo, non genera nei suoi vari utilizzi emissioni climalteranti e e inquinanti e può essere trasportato e stoccato utilizzando le infrastrutture esistenti. Secondo l’associazione Hydrogen Council, di cui fa parte anche Snam, il valore dell’economia dell’idrogeno è destinato ad aumentare dai circa 100 miliardi di dollari l’anno di oggi a 2.500 miliardi di dollari nel 2050.

Da parte sua lo studio Snam-Mc-Kinsey  sostiene che in Italia l’idrogeno ha grandi prospettive di sviluppo in virtù del significativo potenziale naturale per la produzione di energia solare ed eolica, dalla quale è possibile ricavare “idrogeno verde” tramite elettrolisi dell’acqua, e della capillare rete di trasporto gas esistente.

L’amministratore delegato di Snam Marco Alverà nel suo intervento ha dichiarato: “L’idrogeno può avere un ruolo importante nella decarbonizzazione e nella lotta ai cambiamenti climatici e occorre un impegno comune di tutti gli stakeholder, dalle istituzioni alle imprese, per favorire il suo sviluppo su vasta scala. L’Italia può essere in prima fila, grazie alle sue capacità imprenditoriali e di ricerca, alla sua capillare infrastruttura del gas e alla sua posizione geografica. Secondo i nostri studi, in uno scenario di profonda decarbonizzazione, l’idrogeno potrebbe coprire quasi un quarto dei consumi di energia nazionali al 2050. Per questo proseguiremo la nostra sperimentazione in Campania ed entro fine anno introdurremo nella rete di trasmissione del gas naturale un mix di idrogeno al 10%. E sono proprio le regioni del Sud Italia, dalla Campania alla Puglia alla Sicilia, ricche di energia rinnovabile, quelle che potrebbero favorire l’affermazione dell’idrogeno come nuovo vettore di energia pulita nonché nuove opportunità di sviluppo e occupazione”.

 Lo stesso Marco Alverà ha inoltre firmato due accordi sui temi dell’energia sostenibile e dell’innovazione. Il primo, siglato alla presenza dell’ambasciatore di Israele in Italia Dror Eydar, è un memorandum of understanding con l’Autorità per l’Innovazione di Israele (The National Technological Innovation Authority) mirato a favorire la collaborazione tra Snam e aziende israeliane, in particolare start-up, nelle tecnologie innovative al servizio della green economy. Il secondo, firmato con il presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) Massimo Inguscio, è un accordo quadro Snam-CNR finalizzato a progettualità e analisi comuni per lo sviluppo dell’idrogeno e in generale dei gas rinnovabili e della mobilità sostenibile. La collaborazione, in particolare, prevede l’avvio di un tavolo di lavoro congiunto per valutare studi di compatibilità di quantità crescenti di idrogeno nelle infrastrutture gas e nella mobilità, analisi di processi di cattura, trasporto e stoccaggio dell’anidride carbonica, studi di nuove tecnologie nel settore del biometano e in generale del low-carbon gas.

Snam ha inoltre annunciato , con il presidente Luca Dal Fabbro, l’avvio del programma “Snam Plastic Less”. L’iniziativa è finalizzata a ridurre del 100% l’utilizzo della plastica negli imballaggi industriali entro il 2023 ed eliminare dal 2020 la plastica monouso nei distributori di bevande in tutte le sedi aziendali.

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