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Renzi: "daremo una mano"

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Lunedì, 03 Dicembre 2012 19:20

Ma Bersani ha vinto davvero?

Esausti, alle due del mattino, abbiamo abbandonato il piccolo schermo. Davvero non ne potevamo  più di vedere facce tristi di giornalisti, quasi in lutto per l’esito del ballottaggio fra Bersani e Renzi. Poche  per la verità sul  Tg 3 che non ha ritento, come hanno fatto altre reti, di dirottare i programmi previsti  sulle elezioni. Verso le 23,30,quando tutto era già noto ed avevano parlato sia Bersani che Renzi. è arrivato  il primo collegamento.  Il Tg 1 non si è degnato, il tg2 ha fatto capolino. Insomma il servizio pubblico, la rai, non ne esce bene. Unico fatto positivo: chi perlomeno  non ha partecipato ad una vera e propria orgia della disinformazione, di commenti privi di senso, di stupidità a buon mercato. Giornalisti che vanno per la maggiore anche nello schieramento dei “democratici” che si trasformano in maghi, decidono loro quale sarà il futuro, che farà Renzi, che farà Bersani. Alle due del mattino siamo andati a letto  con una domande che ci turbinava nella testa: ma ha vinto davvero Bersani? Dopo tutto quello che avevamo sentito francamente eravamo frastornati. Al mattino abbiamo acceso di nuovo il piccolo schermo e la domanda era tale e quale quella della notte. 

Dagli schermi tv gli elogi sono tutti per Renzi

In primo piano ancora Matteo  Renzi, opinionisti a sbracciarsi per elogiarlo, dire quanto è stato bravo, che ha cambiato il Pd, ”vincitore morale“ lo definisce Feltri, lasciando intendere che Bersani sarebbe un perdente immorale.  Chi  ha vinto  la gara  del ridicolo che a piene mani è stato diffuso dalla reti televisiva, ridicolo sì perché non c’è altro modo di definire le performance  dei giornalisti che dicevano la loro a prescindere dall’esito del ballottaggio.  Difficile dirlo, una classifica incerta  dove il capofila cambiava ad ogni intervento. Il  tg di La 7, certamente, ha raggiunto vette di ridicolo di fronte alle quali, come si dice in Toscana, un omaggio che anche noi rendiamo a Renzi, il monte Everest è una giacchettata. Malgrado gli sforzi di Mentana per un dibattito decente i suoi ospiti non hanno  resistito, facevano a gara a chi era più renziano. Aveva cominciato il conduttore del telegiornale quando aveva letto i risultati del voto degli italiani che risiedono a Mosca, quasi tutti per Bersani. Il suo commento: “un voto di apparato”: Ma quale apparato? Quello di Putin, il più caro amico di Putin? L’ignoranza ve bene ma fino a un certo punto. Quando è arrivata la dichiarazione di  Renzi   che ammetteva di aver perso  non ci voleva credere. Ha avuto un attimo di incertezza e poi ha affermato che era un po’ azzardato prenderla per buona.

Gocce di stupidità in un mare di ignoranza

Ma si tratta solo  di  gocce di stupidità in un vero e proprio mare  che ha  esondati dai piccolo schermi, un mare di cazzate, ci scusi Cazzullo Aldo, editorialista del Corriere della sera, giornalista e scrittore viene definito che non si è fatto mancare niente. Affascinato dall’orazione di Renzi sulla sconfitta, le sue parole lo hanno fatto andare in brodo di giuggiole, il punto G, direbbe Beppe Grillo. E giù tutti gli ospiti di Mentana, a cantar le lodi del sindaco di Firenze. Annunziata, Manfellotto, direttore dell’Espresso, Ferrara, affascinati dall’eloquio renziano. Non si sono accorti che la scena era preparata, che la dichiarazione era stata attentamente predisposta, che    Renzi  aveva fra le mani un foglio   di appunti,che non sgorgava dal cuore,   Sapeva da diversi giorni che avrebbe perso. Aveva cercato di limitare il danno con la pubblicazione di quelle pagine pubblicitarie in cui si invitava ad andare al seggio bastava registrasi sul suo sito. Non era andata bene. Non restava che ricorrere a frasi fatte, certo ad effetto perché  lui è uno che sa tenere il palcoscenico. E ora, con serenità, diceva andiamo a rimboccare le coperte ai nostri figli. Sembrava di leggere le strappalacrime dei fratelli Grimm.-Ma come ha fatto  Bersani a superare il 60% dei consensi? Gli italiani sono conservatori – ha detto l’ex direttore dell’Unità, Concita de Gregorio, non poteva che vincere  un conservatore  Lucia Annunziata addirittura rabbrividisce al solo pensare che la politica di un partito, il suo gruppo dirigente, lo decida un congresso, cose di altri tempi.

Quando D’Alema si dimise da presidente del Consiglio

Tutti  concordi sul fatto  che il segretario del Pd  sia stato supportato dal vecchio apparato del Pci.  Ci fosse davvero, verrebbe da dire. E tutti concordi su quanto sia stato bravo Renzi, unico in Italia ad aver avuto il coraggio di dire che era stato sconfitto. L’ignoranza non ha limiti, ma in un giornalista non ha scusanti. Perlomeno è arrivato secondo. Il primo è Massimo D’Alema, guarda caso, il quale nell’anno duemila, da presidente del Consiglio, aveva sostenuto che  il centrosinistra,  l’Unione e l’Ulivo, come si chiamava avrebbe vinto le elezioni regionali. Le elezioni vennero perse  e lui si dimise.

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Bersani al 60,9%, Renzi al 39,1%

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ROMA - Stop and go. Renzi a fasi alterne. Al mattino presto  è già in pieno clima di interviste, una cosa dice su Twitter, il contrario su Facebook  parla a radio e tv. Mette in fila i venti punti , a suo dire, di “noi e loro” sapendo che è una cosa che fa irritare, se possibile, Bersani che parla sempre di “ squadra”.

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ROMA - Le primarie si infiammano. Renzi accende la miccia, attacca Bersani, e Vendola. Il confronto in tv ave a dato l’ immagine di una discussione pacata, certo con proposte diverse, senza asprezze, con il rispetto  che devono avere due candidati che militano nel medesimo, che si contendono la candidatura a premier nella solita coalizione di centro sinistra.

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Giovedì, 29 Novembre 2012 13:56

Renzi rottama tutto, forse anche se stesso

ROMA - Era il gran giorno, quello che attendevano con ansia, l’occasione della vita. Il confronto  a cinque, Bersani, Renzi, Vendola, Puppato, Tabacci li aveva  delusi profondamente. Opinionisti, editorialista, esperti di comunicazione, commentatori di ogni tipo, sondaggisti  erano rimasti delusi.

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Mercoledì, 21 Novembre 2012 18:53

L’informazione e gli ultimi fuochi renziani

“Sarà una bella festa”, ripete  Bersani alle domande dei giornalisti.  Una festa della democrazia e della partecipazione.  I giornalisti vogliono sapere quanti saranno a votare per le primarie della coalizione del centrosinistra. Due, tre, quattro milioni? Il segretario del Pd non usa la sfera di cristallo, si limita a rispondere che  domenica quando si apriranno i seggi saranno già  in novecentomila  ad essersi registrati, il segno che c’è grande attenzione, grande attesa.

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ROMA - Le cronache sono impietose. Ma anche curiose da un certo punto di vista. Per esempio a fronte delle primarie Berlusconi e Renzi sbroccano insieme.

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ROMA - Una notizia  clamorosa e al tempo stesso misteriosa. La apprendiamo dal blog di Pietro Folena, esponente di “ Laboratorio politico per la sinistra il quale a sua volta l’ha appresa leggendo Televideo, pagina 125.

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ROMA - Lucia Annunziata, con l’arroganza che la contraddistingue, saccente quant’altri mai, non ha dubbi.

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