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VENEZIA - Scongiurata la crisi di Governo, Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA, afferma “Adesso il Governo abbassi l’Iva, ma senza aumentare le tasse. E’ vero, i problemi da affrontare sono molti: gli esodati, il rifinanziamento della Cig in deroga,  la seconda rata dell’Imu, il rientro del rapporto deficit/Pil sotto il 3%. Tuttavia, sarebbe opportuno ripartire dall’Iva che, purtroppo, martedì scorso è aumentata di un punto”.

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Sabato, 28 Settembre 2013 10:57

Cgia. Se cade il governo si pagano più tasse

Bortolussi: “Da martedì ci ritroviamo con l’aliquota ordinaria dell’Iva più elevata tra i principali Paesi dell’area dell’Euro. Una famiglia di 4 persone pagherà 103 euro in più all’anno. I trasporti subiranno il rincaro più pesante: 39 euro all’anno.”

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VENEZIA - Il Nordest sarà la macro area più “colpita”:  la stangata costerà a queste famiglie mediamente 110 euro all’anno. Bortolussi: “Se la Pa paga immediatamente almeno 7 mld di debiti alle imprese è possibile incrementare il gettito Iva di 1 miliardo entro la fine dell’anno ed evitare l’aumento dell’imposta previsto per il prossimo 1° ottobre”.

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VENEZIA -  Dal 2010 ad oggi le addizionali regionali e comunali Irpef hanno subito un vera e propria impennata. A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA che ha analizzato gli effetti di questi aumenti sulle retribuzioni degli operai e degli impiegati residenti nei 40 Comuni capoluogo di Provincia che hanno già deciso per l’anno in corso l’aliquota dell’addizionale Irpef comunale. 

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Per gli automobilisti è stata una vera stangata. Dal 2011 le accise sono aumentate 7 volte. Se sarà confermato l’incremento di un punto dal prossimo 1° ottobre, l’Iva, invece, è aumentata 2 volte

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Mercoledì, 11 Settembre 2013 14:07

Cgia. L'Iva al 22%. Una stangata per le famiglie

VENEZIA - La stangata è ormai prossima. Dal 1° ottobre, salvo cambiamenti dell’ultima ora,  l'aliquota IVA del 21% salirà al 22%. Per il 2013 il costo complessivo a carico dei consumatori sarà di circa 1 miliardi di euro, dal 2014 toccherà i 4,2 miliardi.
Il vino tra le bevande; carburanti, riparazioni auto, abbigliamento, calzature, mobili, elettrodomestici, giocattoli e computer tra i non alimentari: sono solamente alcuni dei beni e servizi che, probabilmente, dal prossimo 1° ottobre costeranno di più a seguito dell'incremento dell'aliquota Iva ordinaria dal 21 al 22%.
 
Ipotizzando che i comportamenti di consumo (*) delle famiglie italiane rimangano immutati, la CGIA stima che per un nucleo costituito da 3 persone l'aggravio medio annuo sarà di 88 euro. Nel caso di una famiglia di 4 componenti, l'incremento medio annuo sarà invece di 103 euro.  Visto che per il 2013 l'aumento dell'Iva interesserà solo l’ultimo trimestre, per l'anno in corso gli aumenti di spesa saranno pari a  22 euro per la famiglia da 3 persone; 25,75  euro per quella da 4.
 
Il costo di questa operazione graverà sulle tasche dei consumatori per un importo di circa 1 miliardo di euro per il 2013 e di 4,2 miliardi per il 2014.
 
"Bisogna assolutamente scongiurare questo aumento - sottolinea Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA - Se ciò non avverrà, corriamo il serio pericolo di far crollare definitivamente i consumi che ormai sono ridotti al lumicino. Questa è una crisi economica che va affrontata dalla parte della domanda: solo incentivando i consumi interni possiamo rilanciare la produzione. Altrimenti, siamo destinati ad accentuare la fase recessiva che comporterà un aumento delle chiusure aziendali e la crescita del numero dei senza lavoro".
 
Rispetto al 2011, ricorda la CGIA, l’anno scorso la riduzione  della spesa per consumi è stata del 4,3%, una variazione negativa molto superiore a quella registrata nel biennio 2008-2009, quando, al culmine della recessione, i consumi avevano segnato una caduta tendenziale del 2,6%.
 
“Per questo - ribadisce Bortolussi  è necessario evitare l’aumento dell’Iva previsto dal prossimo 1 ottobre”.
I rincari che peseranno di più sui portafogli delle famiglie italiane si verificheranno quando ci recheremo a fare il pieno alla nostra auto o saremo costretti a portarla dal meccanico o dal carrozziere (33 euro all'anno per una famiglia di tre persone, 39 euro se il nucleo è composto da 4 persone), per l'acquisto dei capi di abbigliamento e per le calzature (18 euro all'anno per una famiglia di 3 persone, 20 euro se il nucleo è da 4) e per l'acquisto di mobili, elettrodomestici o articoli per la casa (13 e 17 euro).
 
La CGIA ricorda che il passaggio dal 21% al 22% dell’aliquota IVA ordinaria non inciderà sulla spesa dei beni di prima necessità, come gli alimentari, la sanità, l’istruzione, l’abitazione ecc., tutti beni ai quali si applica l’IVA al 10% o al 4%, o non si applica affatto.
 
 
Stima degli effetti dell’incremento di un punto dell’IVA (dal 21 al 22%) sulla spesa delle
famiglie italiane. Spesa media per una famiglia di 3 componenti
Valori in euro


Nota: Si è ipotizzato che i comportamenti di consumo delle famiglie
non mutino a seguito della variazione dell'IVA. Oltre all’aggravio annuo,
si è evidenziato a parte il maggior carico IVA che le famiglie sopporteranno
nel 2013, in considerazione del fatto che l’aumento avverrà dal 1 ottobre 2013.
 
 
 
Beni e servizi interessati dall'aumento dell'aliquota Iva dal 21 al 22%
 
    •    Vino
 
    •    Abbigliamento
    •    Calzature
    •    Riparazioni di abbigliamento e calzature
 
 
    •    Elettrodomestici
    •    Mobili
    •    Articoli di arredamento
    •    Biancheria per la casa
    •    Servizi domestici
    •    Riparazioni di mobili, elettrodomestici e biancheria
 
 
    •    Detersivi
    •    Pentole, posate ed altre stoviglie
    •    Tovaglioli e piatti di carta, contenitori di alluminio
    •    Lavanderia e tintoria
 
 
    •    Acquisto di auto
    •    Pezzi di ricambio, olio e lubrificanti
    •    Carburanti per veicoli
    •    Manutenzione e riparazioni
 
 
    •    Giochi e giocattoli
    •    Radio, televisore, hi-fi e videoregistratore
    •    Computer, macchine da scrivere e calcolatrici
    •    Cancelleria
    •    Riparazioni radio, televisore, computer , ecc.
 
 
    •    Prodotti per la cura personale
    •    Barbiere, parrucchiere, istituti di bellezza
    •    Argenteria, gioielleria, bigiotteria e orologi
    •    Borse, valige ed altri effetti personali
    •    Onorari liberi professionisti

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VENEZIA - Nel 2013 la pressione fiscale raggiungerà il 44,2% del Pil: un record mai toccato in passato, ben 12,8 punti percentuali in più rispetto al 1980. In termini assoluti, denuncia la CGIA, ciascun italiano (bambini e ultracentenari compresi) verserà quest’anno un carico di imposte, tasse e contributi pari a 11.629 euro: ben il 120% in più di quanto abbiamo pagato nel 1980 (5.272* euro pro capite).

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VENEZIA - Già oggi condividiamo con Spagna, Olanda e Belgio il gradino più alto del podio dei principali Paesi Ue che applicano l’aliquota Iva più elevata . Se dal 1° ottobre il Governo Letta non riuscirà ad evitare l’ennesimo aumento, siamo destinati a staccare tutti e ad aggiudicarci la palma dei più tartassati da questa imposta tra i paesi dell’Unione europea.

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VENEZIA -  In termini assoluti saranno i percettori di redditi elevati a subire l’aggravio di imposta più pesante. Infatti, ad una maggiore disponibilità economica si accompagna una più elevata capacità di spesa.

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VENEZIA - Con l’abolizione dell’Imu sulla prima casa i maggiori benefici ricadranno sulle tasche delle famiglie laziali: a seguito di un gettito complessivo sulla prima casa che nel 2012 ha portato nelle casse dei Comuni laziali 753,2 milioni di euro, con il mancato pagamento dell’Imu le famiglie risparmieranno nell’arco dell’anno ben 457 euro. A ruota seguono quelle della Liguria: con un gettito complessivo annuo che nel 2012 è stato di 170,1 milioni di euro, pari ad una media per famiglia di 295 euro all’anno. Al terzo posto di questa speciale graduatoria si piazzano le famiglie piemontesi:  dopo aver pagato l’anno scorso ben 379,5 milioni di euro, il vantaggio su base annua sarà di 274 euro.

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