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Mercoledì, 16 Marzo 2016 15:52

Trivelle. Ecco la mappa delle piattaforme

La loro produzione rispetto al fabbisogno nazionale incide per meno dell’1% per il petrolio e del 3% per il gas. “Titoli già rilasciati entro le 12 miglia senza più scadenza: una normativa che non vale per nessun’altra concessione e lascia la possibilità di appropriarsi di una risorsa pubblica a tempo indeterminato”

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ROMA - La Consulta ha detto no. I referendum elettorali sono stati bocciati ed i quesiti ritenuti inammissibili. Rabbia e delusione nei comitati promotori, con Di Pietro che non riesce a nascondere il suo risentimento. Il bersaglio diventa soprattutto il presidente Napolitano, individuato come simbolo di un sistema politico che secondo Di Pietro beneficerebbe di questa decisione.

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Basta trucchi e trucchetti, L'esecutivo Monti rispetti il voto popolare

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ROMA - 
"Vi sorprenderò, ma trovo che Maroni abbia perfettamente ragione". Così il leader dell'Udc Casini  ha detto riferendosi al'apertura del ministro dell'Interno sul referendum per cambiare la legge elettorale. "Con una maggioranza come questa, in stato confusionale, fare una legge elettorale seria e condivisa è come scalare l'Everest a piedi nudi - ha scritto il leader dell'Udc sul suo blog - . Molto meglio dare la parola ai cittadini, che è sempre un grande fattore di democrazia".

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ROMA - "La Lega e il sottoscritto erano a favore della vecchia legge elettorale, il mattarellum". Lo afferma il ministro Roberto Calderoli ai microfoni di Tg1, il quale poi aggiunge: "Fummo ricattati da Casini e dall'Udc per introdurre un sistema proporzionale, da Fini che voleva le liste bloccate e da Berlusconi che voleva il premio di maggioranza  e con la collaborazione della sinistra che non disse nulla. Infatti   fui il primo a definire il nuovo sistema una porcata".

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ROMA - Obiettivo raggiunto con una settimana di anticipo! Esultano i referendari che hanno raccolto già le 500mila firme da presentare entro il 30 settembre in Cassazione.

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Mercoledì, 15 Giugno 2011 16:19

Referendum: 26.857.452 voti di sinistra

Sono passate poche ore dal risultato referendario che ha detto un secco No al nucleare, alla privatizzazione dell’acqua e al legittimo impedimento, e i politici, dei partiti dell’opposizione, stanno tirando, tutti, acqua al loro mulino.

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ROMA – Per tutta la campagna elettorale, i cittadini sono stati costretti a sentire persone, come Franco Battaglia, che asserivano che a Chernobyl si può andare a vivere benissimo, non essendoci alcun pericolo. Altri, come Chicco Testa, che ne cantavano le lodi perché è l’unica fonte di energia in grado di darci corrente a poco prezzo e far diminuire la nostra dipendenza dagli approvvigionamenti dall’estero. Naturalmente, i nuclearisti non parlavano mai del principale problema: quello delle scorie che, da solo, impedirebbe l’utilizzazione di una fonte così pericolosa e non smaltibile.

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ROMA – “Botta continua. Silvio apri la borsa” titola oggi “Libero”. “Ha vinto la paura”, invece, secondo “Il Giornale”. Nel primo, un editoriale del direttore Maurizio Belpietro fa notare come la sinistra abbia perfino sfruttato papa Ratzinger per vincere il referendum, dato che Benedetto XVI, in un suo discorso poco prima del voto, aveva rimarcato l’importanza dell’ambiente e delle risorse comuni alle popolazioni. Poi Belpietro si consola, con la sua inviata romana a piazza del Popolo, notando come a festeggiare in piazza ci siano pochissime persone: “Impressionante: non c’è nessuno” scrive l’attonita giornalista.

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ROMA – Che l’eccezionale risultato raggiunto dai referendari abbia un significato ampiamente politico ben pochi oggi possono negarlo, perché è lo stesso governo e il suo premier, oramai screditato non soltanto all’estero, che hanno fatto di tutto per sabotarlo, con mezzi tipici di questa destra. Con un provvedimento emesso soltanto poco prima del voto, Berlusconi ha cercato di truccare le carte, vedendo soprattutto nel quarto quesito (sul legittimo impedimento) una mina alla sua persona e alle sue vicende giudiziarie, che in qualsiasi altro Paese democratico gli avrebbero impedito di essere un primo ministro.

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