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ROMA - Nel giugno 2011, oltre 26 milioni di cittadini hanno votato “SI” a due referendum sull’acqua, determinando, con la vittoria del primo quesito, l’abrogazione dell’obbligo di privatizzazione di tutti i servizi pubblici locali e, con la vittoria del secondo quesito, l’abrogazione dei profitti dalla tariffa del servizio idrico integrato.

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ROMA - Un incidente scomodo a pochi giorni dal referendum del 17 aprile sulle trivellazioni in mare nel nostro Paese e passato in sordina: una marea nera che si è riversata domenica 13 marzo sulle coste delle isole Kerkennah, nella regione di Sfax in Tunisia.


Legambiente ha chiesto al Governo di intervenire affinché si faccia chiarezza sull’entità dei danni e sulle responsabilità.In Italia l’unica testata a riportarne la notizia è stato ieri il sito Greenreport, che sottolinea come l’arcipelago delle Kerkennah sia a soli 120 chilometri a sud di Lampedusa.

L’incidente, infatti, è stato praticamente ignorato dalla stampa, escluso qualche sito tunisino che riporta che i ministeri tunisini della Salute e dell’Ambiente hanno aperto un’inchiesta per chiarire le responsabilità della società Thyna Petroleum Services, a cui sarebbe imputabile il danno. E’ stato messo in pratica il programma nazionale d’intervento rapido e, secondo le autorità tunisine, la situazione sarebbe sotto controllo e il danno relativo. Ma per la società civile che risiede sull’isola, di cui sono stati ricoperti di greggio tre chilometri di spiaggia, è invece una vera e propria catastrofe ecologica e sociale. Le conseguenze dell’incidente sono, infatti, drammatiche per la popolazione dell’arcipelago che vive essenzialmente di pesca.mnbnb.jpg

“Non occorrono incidenti del genere per dimostrare che le attività di ricerca e di estrazione di idrocarburi possono avere un impatto rilevante sull’ecosistema marino - commenta la presidente di Legambiente Rossella Muroni - ma questi episodi drammatici fanno purtroppo da ulteriore monito sulle possibili conseguenze delle attività delle piattaforme. Anche le attività di routine possono, peraltro, rilasciare sostanze chimiche inquinanti e pericolose nell’ecosistema marino, come olii, greggio, metalli pesanti o altre sostanze contaminanti, con gravi conseguenze sull’ambiente circostante. Senza considerare - aggiunge la presidente di Legambiente, impegnata in questi giorni nella battaglia referendaria a favore del Sì al referendum del 17 aprile sulle trivellazioni entro le 12 miglia dalle nostre coste - che i mari italiani sono mari 'chiusi' e un eventuale incidente nei pozzi petroliferi offshore o durante il trasporto di petrolio sarebbe fonte di danni incalcolabili con effetti immediati e a lungo termine su ambiente, qualità della vita e con gravi ripercussioni gravissime sull’economia turistica e della pesca”.

 

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Mercoledì, 23 Marzo 2016 10:36

Trivelle. Ecco la verità sul referendum

ROMA - Sul referendum del prossimo 17 aprile, il fronte del no e dell’astensione continua a mettere in giro dati e ragionamenti falsi e fuorvianti che nascondono il vero cuore del problema e l’oggetto della consultazione referendaria. Tutti sull’attenti a difendere le fonti fossili strumentalizzando il vero tema e non difendendo realmente gli interessi dei cittadini e dei lavoratori.

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ROMA - Un bagno di conoscenza e soprattutto di consapevolezza ambientale e sociale. Così si può definire in pochissime parole il dibattito pubblico che DazebaoNews ha organizzato sul prossimo referendum del 17 aprile sulle trivellazioni.

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ROMA - "E’ davvero grave che un ministro strizzi l’occhio all’astensione a un referendum popolare; lo è ancora di più il fatto che il ministro dell’Ambiente strizzi l’occhio all’astensione ad un referendum popolare a difesa dei mari italiani. Il richiamo ai posti di lavoro è contestabile perché punta a fare presa sulla vita di chi vive momenti di grande difficoltà perché opera nel settore degli idrocarburi che è già in crisi da tempo: se il ministro ha veramente a cuore le sorti di queste persone pensi ad avviare processi di riconversione di certi settori produttivi”.

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ROMA - Le ferite finora inferte al pianeta dovrebbero far riflettere la politica. Il cambiamento climatico,  i rischi per la salute pubblica dovrebbero accrescere la consapevolezza sul comportamento da intraprendere in futuro in tema di ambiente.

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ROMA - Il 22 marzo alla Sala Consiliare del IX Municipio di Roma Capitale DazebaoNews promuove un'Assemblea Pubblica per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’imminente referendum sulle trivellazioni che si terrà il prossimo 17 aprile. 

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CAGLIARI - "Il 17 aprile bisogna andare a votare per promuovere un'idea diversa di sviluppo", è un appello che va al di là del quesito referendario quello lanciato questa mattina a Cagliari dal Gruppo di Sinistra Italiana.

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ROMA - E' ormai chiaro che c'è in atto una sorta di boicottaggio sul referendum del 17 aprile che punta ad abolire le trivellazioni sul nostro suolo nazionale.

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ROMA - Rischi geologici ambientali, produzione di rifiuti pericolosi, inquinamento del suolo, sottosuolo, acque superficiali e profonde e risorse idriche di primaria importanza, solo 402 milioni di euro nel 2014 di royalties di concessione a fronte di un utile dell'attività estrattiva di ben 7 miliardi, saldo negativo di nuova occupazione. Ecco alcune delle ragioni evidenziate da Italia Nostra che attraverso  motivazioni economiche e tecnico-scientifiche confermano il parere negativo sulle attività di estrazione di gas e idrocarburi. 

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