Domenica, 03 Novembre 2013 19:58

Germania, Francia e Spagna ‘sorvegliavano’ rete e telefonini. Dure accuse all’Italia

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Nsa, in campo una rete parallela anche nel Vecchio Continente

ROMA - In un lungo articolo sul quotidiano tedesco ‘Der Spiegel’, si apre un varco  per la concessione  dell’asilo in terra tedesca ad Edward Snowden. Sul giornale viene ospitata anche quello che può essere considerato il ‘Manifesto per la verità’ che la talpa della Nsa ha scritto di suo pugno e che rischia di mandare in frantumi gli equilibri politico-diplomatici nell’occidente. Sono decine gli intellettuali, i politici e gli esponenti della cultura che hanno manifestato il proprio sostegno a Snowden. In tanti parlano di “gratitudine per quello che ha fatto”. C’è da dire, però, che in queste ore si profila, più che uno scontro tra spie, un vero e proprio conflitto economico, visto che dagli Stati Uniti rimbalza in Europa l’attacco mediatico contro la Cancelliera tedesca Merkel, colpevole, secondo autorevoli esponenti del mondo economico a stelle e strisce, di aver capitalizzato per il suo Paese, miliardi di euro a tutto svantaggio per la parte meno reattiva del continente, ed in questa sfera rientrano a pieno titolo Italia, Spagna, Grecia e Portogallo, costrette a far di conto, sempre e comunque, per restare agganciate al capestro del cosiddetto ‘Patto di Stabilità’.

Tornado al sistema di spionaggio, va detto che non erano i soli Stati Uniti, con la Security Agency a tenere sotto controllo le comunicazioni  di centinaia di migliaia di persone. Anche le ‘barbe finte’ di Germania, Francia, Spagna e Svezia negli ultimi cinque anni avevano sviluppato metodi di sorveglianza di massa del traffico internet e telefonico, in stretta collaborazione con il Government Communications Headquarters (Gchq), l'agenzia britannica per lo spionaggio e il controspionaggio elettronico. A scriverlo è giornale Guardian, che è stato in grado di rivelare il contenuto di nuovi documenti ottenuti dalla talpa del caso Datagate, Edward Snowden. Al centro dei sistemi di intercettazione sono, come già ampiamente divulgato nei giorni scorsi, sono i cavi in fibra ottica attraverso i quali scorrono le comunicazioni. Proprio attraverso questi sistemi è stato possibile acquisire, attraverso accordi decisamente al limite della legge, ed in molti casi al di fuori di essa, segreti che potrebbero letteralmente terremotare le istituzioni sia del Vecchio Continente che della democrazia Statunitense. I documenti top secret ricevuti da Snowden rivelano anche che il Gchq ha agito da consulente nei confronti degli alleati europei, consigliando loro i metodi più efficaci per aggirare le leggi nazionali che limitano il potere di sorveglianza delle agenzie di intelligence.

Se tutto questo fosse vero e prendendo per credibili ed autentici i DocumentiI documenti, ci sarebbe in parte la conferma di quanto sostenuto dai responsabili dell'intelligence Usa in risposta alle reazioni indignate di Germania, Francia e Spagna dopo le rivelazioni di Snowden. La sorveglianza di massa, hanno insistito gli americani, era condotta dalle agenzie di intelligence dei Paesi interessati e condivisa con gli Stati Uniti. Un colpo durissimo, infine, viene inflitto  al Gchq, alla nostra intelligence. Secondo i commenti raccolti i peggiori sarebbero stati proprio gli italiani. Il Gchq, parla, infatti di una intelligence italiana "divisa e incapace/non disposta a collaborare al proprio interno" . Sei mesi dopo la stesura del rapporto, in una nota l'agenzia britannica sottolineava di essere "in attesa di una risposta dall'Aisi riguardo a una recente proposta di collaborazione, gli italiani sembravano interessati, ma gli ostacoli legislativi potrebbero impedirgli di impegnarsi". Parole che hanno trovato poi la replica di fonti dell'intelligence che all'Adnkronos hanno spiegato: "Come più volte ribadito le attività di collaborazione internazionale si svolgono nel rigoroso rispetto dell'ordinamento nazionale a tutela dell'integrità del sistema paese, delle sue strutture critiche e della sicurezza e privacy dei cittadini". "La collaborazione internazionale - sottolineano ancora le fonti - ha un grande valore perchè di fronte a una minaccia complessa e liquida non è possibile lavorare da soli".

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