Venerdì, 28 Marzo 2014 10:07

Questa Europa è da cambiare, ma non è chiudendosi in casa che staremo meglio

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ROMA - Dalla Francia è arrivato un voto che ripudia le politiche europee e francesi di questi anni. Un voto che intercetta la disperazione di milioni di cittadini colpiti dalla disoccupazione, dalla precarietà, dalla mancanza di diritti. Milioni di cittadini scettici nei confronti di questa Europa e che rischiano di non trovare risposte se non in quelle razziste e populiste.

Contro  Marine Le Pen e i razzisti di casa nostra

Anche noi che abbiamo dato vita alla lista “ L’altra Europa con Tsipras”, siamo “euroscettici”, ma di quest'Europa. Perché se contestare le politiche recessive che hanno tagliato la spesa pubblica, tolto diritti, causato povertà e disuguaglianza, significa essere “euroscettici”, noi lo siamo. Se contestare la militarizzazione delle frontiere, una banca centrale che presta alle banche private a tassi ridicoli (1%) ma non può prestare agli Stati, contrastare le sanzioni che paghiamo sulla pelle dei cittadini per rispettare assurdi vincoli, se tutto questo significa essere “euroscettici”, noi lo siamo.

Ma non siamo Marine Le Pen e tanto meno come i razzisti di casa nostra. La destra vince in Francia perché lucra sulla sinistra quando somiglia alla destra, sulla disperazione, offre un nemico facile (gli stranieri, l'Euro, i tecnocrati), ma è solo propaganda per il potere. Questa Europa è da cambiare. Ma non è chiudendosi in casa che staremo meglio.

Le proposte di cambiamento della Lista Tsipras

Un'altra Europa è l'unica via. Tra la continuità delle politiche che strangolano la vita delle persone e il nazionalismo razzista, c’è la nostra lista che significa reddito minimo europeo, salario minimo parametrato al potere d'acquisto che eviti il dumping sociale, significa politica fiscale comune per poter tassare le rendite finanziarie, i grandi patrimoni e redistribuire ricchezze. Significa un grande piano di riconversione ecologica del Continente che crei nuovi posti di lavoro. Significa dare all'Unione un'architettura democratica vera e legittimata.

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