Antonio Caso

Antonio Caso

Mercoledì, 09 Dicembre 2015 14:09

Ilva Taranto, dritti verso il baratro

Dopo il sequestro degli impianti da parte della magistratura nel 2012 il nono, l’ennesimo, decreto salva-Ilva è realtà. Non ci è voluto molto, in verità, per approvarlo, pare ormai quasi una procedura automatica, meccanica, fredda. Indegna di un paese che si direbbe democratico. 

TARANTO - A Taranto si sono viste le prime escavatrici al quartiere Tamburi. Sono iniziate le bonifiche. 

TARANTO - Sono 200.000 gli italiani clandestini sbarcati a Taranto per il concerto del primo maggio. La loro provenienza è varia, come tutte le colonie della storia, le loro terre hanno nomi imposti da altri o dalle circostanze, vengono dalla “Terra dei fuochi”, dalla “Terra delle trivelle”, dalla “Terra dei veleni”, dalla “Terra dell’Ilva”, dalla “Terra dell’amianto”.

“Si chiama Xylella fastidiosa: è un batterio killerdegli ulivi” 

TARANTO - Taranto è ancora viva. Questa è la prima considerazione che spontaneamente ci si sente di fare partecipando alla marcia, organizzata in maniera autonoma e autogestita dal Movimento Studentesco di Taranto contro Tempa Rossa e lo sblocca-Italia, contro un’economia basata sull’industria pesante e contro i muri che opprimono la città.

Mercoledì, 10 Dicembre 2014 16:17

Inquinamento. A rischio il progetto ‘Sentieri’

La denuncia parte da Roberta Pirastru, Pietro Comba e Ivano Iavarone in un articolo apparso sul Sole24ore (edizione del 10/11/2014 estratto pag.9 “Il Sole 24 Ore Sanità”): il progetto Sentieri rischia.

TARANTO - Partiamo da un presupposto: nella politica italiana ci sono partiti europeisti, euroscettici e dichiaratamente antieuropeisti. Ma cosa fa di un partito, una forza europeista? Cosa vorrebbe dire? In teoria, prima ancora della battaglia sull’euro, prima ancora delle battaglie sui vincoli, vorrebbe dire rispettare le leggi europee, assumerle come proprie e assumerle come propria linea guida nella formulazione delle leggi nazionali.

TARANTO - Agli scempi ambientali, Taranto risponde con la democrazia.  Robert Owen e altri socialisti utopisti non avrebbero potuto chiedere di meglio, forse gli spartani avrebbero accusato i tarantini di essere filoateniesi, ma quelli erano altri tempi.
L’indifferenza della cittadinanza non è sicuramente un problema esclusivo del capoluogo jonico, eppure chi conosce Taranto conosce perfettamente l’indolenza che la città si portava dietro.

TARANTO - Il rapporto Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) è impietoso. La crisi delle regioni meridionali rischia di ridurre la popolazione di 4 milioni in cinquant’anni, a causa dell’emigrazione e di un rapporto nascite-morti paragonabile solo a quello del 1867. Gli ultimi quattro anni hanno visto impennare nel Meridione del 40% il numero delle famiglie povere. La disoccupazione è al 31%, la Calabria ha un pil pari alla metà di quello di Val d’Aosta e Trentino-Alto Adige.Crisi?

TARANTO - Venerdì a Taranto manifestava Confindustria, per dire “No alla città dei no”. ll riferimento va  ovviamente ai comitati contro la grande industria, ma in questo momento soprattutto contro il comitato No Tempa Rossa che lotta contro il progetto di raddoppio della raffineria ENI di Taranto e di lavorazione del nuovo petrolio in arrivo dalla Lucana, progetto che porterebbe a moltiplicarsi il numero di petroliere presenti nel golfo e anche, ovviamente l’attività dell’Eni.

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