Sabato, 18 Gennaio 2014 18:53

Incontro Renzi-Berlusconi: Che Guevara e Fidel Castro abbandonano il quadro

Scritto da
Vota questo articolo
(1 Vota)

ROMA - Matteo Renzi si sa, è un ragazzo di spirito, con la battuta sempre pronta e il tempo comico è fondamentale in qualsiasi tipo di dialettica, a maggior ragione in quella politica. Il segretario del partito democratico ha saputo sfruttare queste sue doti per conquistare l’elettorato e anche la simpatia di molti avversari.

Anche oggi, giorno in cui ha invitato l’eterno rivale della sinistra italiana Silvio Berlusconi (anche lui un gran simpaticone) nella sede storica del Pd, proprio in una sala dove c’è un “bellissimo quadro di Che Guevara e Fidel Castro che giocano a golf", ha cercato di placare gli animi dei contestatori  rilanciando nel corso della trasmissione ‘Le invasioni barbariche’ l’hastag #Enricostaisereno, che  è divenuto subito trending topic su Twitter.  Naturalmente, il popolo della rete ha accolto con un  sorriso il cinguettio. Anche i militanti del partito democratico, stando al gioco, hanno scelto l’ironia per criticare la mossa di Renzi e sulla rete sono comparsi i titoli più svariati all’insegna di una disincantata comicità, dove Renzi diventa Renzie (sulla falsa riga di Fonzie). Giampaolo Angius, ad esempio, scommette che gli eroi della rivoluzione cubana riportati all’interno del quadro non attenderanno l’arrivo di Berlusconi e scrive su Facebook: “Oggi incontro nella sede del pd tra Renzi e Berlusconi sotto la storica immagine che ritrae Che Guevara.”. Ma l'istantanea di Che Guevara e Fidel Castro non c’è più. Al centro della cornice una scritta: “Torno domani”. Poi Mariano Occhionero commenta invece: “Silvio in visita al Pd? E dove lo tenete il palo della lapdance?”. Riccardo scrive su Twitter: “Renzi lancia l’hastag #enricostaisereno, secondo me è il vero Enrico che si rivolta nella tomba” riferendosi a Berlinguer. Chiara Barbagli chiede invece una selfie al termine dell’incontro.  Anche quando sono in ballo grosse questioni, un po’ di sana ironia non fa mai male.