Martedì, 15 Maggio 2012 18:37

Grecia, fumata nera per il governo. La crisi infinita

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ROMA - Era l’ultima occasione. Ma nessuna forza politica e nemmeno il Presidente della Repubblica Papoulias sono riusciti a sfruttarla e dare alla Grecia un governo.


Adesso la parola tornerà agli elettori, probabilmente il 17 di giugno.
Nel frattempo andrà varato un governo ad interim per sbrigare gli affari correnti e gestire la nuova fase elettorale.
Il problema è che gli affari correnti per la Grecia sono di rara delicatezza. I mercati hanno già picchiato duro su questo ennesimo impasse della politica ellenica e la voce dell’U.E. non ha tardato a tuonare. Per primo si sono pronunciati esponenti autorevoli del governo tedesco e della Banca centrale europea con una netta sottovalutazione dei pesanti riflessi che il ritorno alla dracma avrebbe su tutti i paesi del vecchio continente.
Stavolta per bocca del ministro delle finanze svedese Borg, che all’uscita della riunione dell’Ecofin ha espresso tutto il suo rammarico, ma sarebbe meglio dire indignazione, per l’esito negativo delle consultazioni ateniesi.
Borg, e quindi l’U.E., hanno avvertito la Grecia che le opzioni sono terminate e che l’uscita di Atene dall’euro è più che un’ipotesi. I
In Grecia intanto è il tempo dei regolamenti di conti tra i partiti, con il blocco di unità nazionale Nea Dimokratia-Pasok che accusa con forza la sinistra radicale di Syriza.
Secondo il leader socialista Venizelos, Syriza e il suo leader Tsipras avrebbero anteposto il loro interesse di parte a quello del Paese, facendo naufragare la possibilità di varare un esecutivo.
Ma Syriza, dal canto suo, ha dato corso a quella che è stata, e che sembra essere ancora più in futuro, la volontà popolare: secondo i sondaggi, infatti, il netto “no” del partito di Tsipras al piano di austerity imposto dall’Unione Europea e la ferma opposizione ad appoggiare un blocco di governo che lo ha accettato e lo accetterebbe anche in futuro, sta riscuotendo il grande favore dei Greci.
Al punto che nella nuova tornata elettorale, Syriza rischia di diventare il primo partito del Paese.

(elezioni, Grecia, Pasok, Syriza, Nea Dimokratia, Chrysi Avgi, Alba dorata, Antonis Samaras, Alexis Tsipras)

Sergio Vasarri

Docente alla alla Facoltà di Scienze Politiche all’Università di Siena

www.dazebaonews.it

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