Amerigo Rivieccio

Amerigo Rivieccio

Laureato in Economia Aziendale ed abilitato all'esercizio della professione di Promotore finanziario; dal 2001 sono contabile alla Camera dei deputati. Prima di approdare a Montecitorio sono stato ragioniere:
alla Presidenza del Consiglio; al Comune di Napoli; in una cava di inerti.
Ma sono stato anche Funzionario dell'Unione europea e arbitro nazionale di pallacanestro.

ROMA - Oggi l’Istat ha diffuso i dati relativi all’indice di fiducia delle imprese.  L’indice, relativo al mese di ottobre 2013 scende a 79,3 da 82,8 di settembre.

 

ROMA - Pur avendo fatto segnare una variazione nulla nel mese di settembre rispetto al mese precedente l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie aumenta dell'1,4% nei confronti di settembre 2012. 

ROMA - Il Governo continua a navigare a vista. Mentre Letta nell’aula di Montecitorio annuncia di voler mettere al centro del primo Consiglio europeo dopo la strage di migranti di Lampedusa le politiche dell’immigrazione, il vice premier Angelino Alfano dichiara “che prima di pensare al futuro di tutti gli altri che arrivano in Italia, bisogna pensare al futuro degli italiani”.

ROMA - Massiccia emigrazione al Centro Nord, consumi in ritirata da cinque anni, disoccupazione reale che supera il 28%, tasse in crescita e spesa pubblica in riduzione, una famiglia su 7 guadagna meno di mille euro al mese, e in un caso su quattro il rischio povertà resta anche con due stipendi in casa.

ROMA - La legge di Stabilità per il 2014 è stata approvata nella tarda serata di ieri in Consiglio dei Ministri e non ha tardato a scatenare una serie di reazioni. Molto critiche le organizzazioni sindacali che hanno già cominciato a parlare di sciopero.

ROMA - Scendono gli introiti relativi ad Iva ed altre imposte sui consumi, dato che non sorprende se non per l’entità, meno 3,7 miliardi di euro che annullano quasi del tutto l’aumentata imposizione in altri settori.

ROMA - Anche oggi discutere di Telecom significa innanzitutto discutere della rete. L’ipotesi di uno scorporo, cioè di separare la rete fonia e dati trasferendola sotto il controllo statale e lasciando quindi la Telecom in mano agli spagnoli sembra essere la via meno impossibile da percorrere. Ma restano ancora sul piatto le ipotesi di modifica delle norme relative all’Opa. 

 

ROMA - Il caso Telecom dimostra che il peggio, per il nostro Paese, deve ancora arrivare. Comunque vada a finire infatti la gestione del passaggio del controllo a Telefonica, che finora è stata dilettantesca, rischia di diventare disastrosa. Vittima del vizio italico di normare ad personam. Sia in favore che contro.

ROMA - Non accenna a placarsi la tempesta sollevata ieri dall’annuncio della modifica dei patti parasociali in Telco che ha reso possibile il trasferimento della testa pensante di Telecom al controllo della spagnola Telefonica.

ROMA - E’arrivato stamattina l’annuncio di una complessa operazione che coinvolge la spagnola Telefonica e, per il tramite di Telco, la Telecom. L’effetto finale è che il potere di nomina della maggioranza del Consiglio di Amministrazione di Telecom verrà, a breve, espresso dal partner iberico, ciò che si sposterà è quindi la testa pensante dello storico gruppo italiano, testa che avrà il proprio baricentro a Madrid.