Lunedì, 05 Novembre 2012 19:05

Centro Sinistra. Primi dubbi e incertezze sulle alleanze

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Ancora scontri interni nel M5S e nell'Idv. Salsi attacca Grillo, Donadi sfiduciato

ROMA - Oggi Nichi Vendola ha riaperto un nodo cruciale sul prbabile governo di centro sinistra. Il governatore della Puglia, in vista delle politiche, vuole infatti mettere le mani avanti, forse per non ritrovarsi nella stessa situazione dell'allora governo Prodi, dentro una maggioranza segnata dall'evidente diversità politica.
"Non prevedo di stare insieme con Casini in un governo", ha ribadito Vendola. Insomma non ci ssarebbero spazi per un'alleanza tra Sel e Udc. "Non immagino- precisa Vendola - che un'agenda di governo possa essere carta straccia, deve essere un'agenda di cambiamento. Dubito da questo punto di vista di avere come alleato Casini, non perchè abbia un pregiudizio nei suoi confronti ma perchè ho un giudizio sulle politiche che ha condotto fin qui".


Tempestive le rassicurazioni di Pierluigi Bersani che ha subito sottolineato: "Non è più il 2006, non c'è più l'Unione ma un Pd primo partito che fa da «perno» alla coalizione. È chiaro - ha proseguito il segretario del Pd -  che dobbiamo rispondere a questa preoccupazione, anche se è frutto di un riflesso condizionato: nel 2006-08 eravamo 12 partiti e non c'era il Pd. Ora c'è un perno di coalizione, il Pd primo partito del Paese, e poi una situazione molto semplificata". E poi: "Ho sempre detto che il gioco della torre non vale. Vado d'accordo con Vendola, e non solo con lui, nel campo progressista e poi voglio convincerlo, ma credo ne sia convinto che questo campo dei progressisti deve presentarsi in modo aperto, dialogante con tutte le forze  europeiste di centro anche moderato".

Sarà, ma le differenze potrebbero comunque farsi sentire. Anche Massimo D'Alema è intervenuto sulla questione, puntualizzando il fatto che Nichi Vendola  "abbia un ruolo molto importante da svolgere che è quello di portare una parte della sinistra che viene definita più radicale, alla prova del Governo".
"Il suo ruolo è molto significativo, non lo vedo come il leader intorno al quale questa prospettiva deve essere costruita, lo vedo - ha aggiunto D'Alema - con Bersani in questa prospettiva, ma penso che Bersani sia la personalità che molto meglio di chiunque altro può unire le forze e rappresentare una prospettiva di Governo credibile".
Insomma, secondo D'Alema  Bersani è l'unico che può rappresentare le molteplici anime che costellano la sinistra.

Intanto continua  la lotta interna nell'Idv e nel movimento 5 stelle.
La consigliera comunale di Bologna, Federica Salsi, continua ad attaccare Grillo che ha proposto  di candidare Antonio Di Pietro alla massima carica dello Stato e difendere la sua posizione dopo la partecipazione a Ballarò criticata dal comico genovese. "Proporre Di Pietro è un tradimento. Non era nel programma e da nessuna altra parte. Io mi sento tradita. Grillo, hai sempre detto che non ci saremmo alleati con i partiti. Adesso proponiamo presidente della Repubblica Di Pietro e nessuno chiede a Grillo perchè?". In un passaggio del suo intervento in consiglio comunale a Bologna, Federica Salsi è anche tornata a ribadire le critiche al leader del Movimento per la sua proposta di candidare Antonio Di Pietro alla massima carica dello Stato. Non sarà che i rapporti di amicizia tra Beppe, Di Pietro e Casaleggio riescono a nascondere anche le realtà emerse dall'inchiesta di Report?", si è chiesta la Salsi, rivelando di aver pensato che «la prosecuzione con un altro post di Grillo nell'accanimento nei miei confronti sia stato un modo per gonfiare la polemica al fine di non affrontare il vero problema che è emerso in questi giorni: l'idea unilaterale di un futuro collegamento con Di Pietro".

E in casa Idv le cose non vanno molto meglio. Oggi  il gruppo di Italia dei Valori ha tolto la fiducia a Massimo Donadi, che viene invitato a dimettersi da capogruppo alla Camera dai dipietristi a Montecitorio. In poche ore, infatti, l'Idv si è contato al suo interno  e Antonio Di Pietro ha comunque incassato il sostegno dei deputati.
 Donadi, questo il ragionamento condiviso dai deputati vicini al presidente Idv, non può più rappresentare il gruppo e deve presentarsi alla discussione comune privo della carica di presidente.  E poi arriva l'annuncio di Ivan Rota, dell'ufficio di presidenza dell'Italia dei Valori, il quale assicura che  il partito  non sarà sciolto. Anzi, è in atto una nuova fase di costruzione che apre i confini al mondo dell'associazionismo, dei cittadini  per realizzare qualcosa di più importante.
"Ora, - si legge in una nota -  si deve verificare chi vuole far parte di questo progetto, chi ha le caratteristiche e le qualità per farne parte  senza dubbi, egoismi o personalismi".

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