Giovedì, 21 Febbraio 2013 18:13

Bersani. Nessun governo di unità nazionale, perchè non è il bene dell'Italia

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ROMA - Continua a far discutere l'ipotetica benedizione da parte di Angela Merkel sul futuro governo italiano. Tutto è cominciato ieri dopo la frase di Mario Monti, poi corretta, sulla preoccupazione della cancelliera tedesca di una vittoria da parte di Pier Luigi Bersani.

"Mi è dispiaciuto - ha detto Pier Luigi Bersani - mi è sembrata più una gaffe del Professore che un'iniziativa della Merkel: i governi europei si rispettano reciprocamente, un intervento del genere della Merkel è impensabile".

Lo stesso Monti ha preferito chiarire  che "nè a me nè a Bersani serve la benedizione della Merkel. So bene che la Cancelliera Merkel non interferisce nelle elezioni italiane nè in quelle di altri Paesi - ha detto Monti - per questo ho voluto smentire ciò che ha detto Berlusconi, cioè che io avrei fatto un accordo con Bersani con la 'benedizione della Merkel. Non solo è falso che ci sia un accordo con il Pd - ha aggiunto il Professore - ma anche che la signora Merkel sia coinvolta".

Infine Bersani dal palco di piazza Pleibiscito a Napoli,  ha risposto anche ai soliti attacchi di Grillo: "Anche noi siamo arrabbiati, capisco chi va in piazza con Grillo, ma dove porta tutta questa rabbia, questa protesta?». 
Rivolgendosi a «disamorati, disillusi e arrabbiati» che «non votano o che votano» il Movimento 5 Stelle, il segretario democratico ha aggiunto: «Noi capiamo quella rabbia, ma se Grillo non risponde a domande e comanda solo lui, usciamo dalla democrazia. E dove andiamo? Il Paese - ha concluso Bersani - ha problemi. Non si può dare fiato e corda a chi vuol vincere sulle macerie».

Intanto Mario Monti punta sempre l'occhio sulle alleanze, anche se poi dice l'esatto contrario, ovvero che è prematuro parlarne. E poi aggiunge. "per noi non è essenziale stare nella maggioranza, o nel governo, ma lavorare affinchè l'Italia e la politica italiana si svecchi. E per fare questo occorre fare le riforme, dalla giustizia al lavoro, che ci facciano diventare un Paese più moderno. Staremo a vedere se ci sarà modo di discutere di questo". A chiudere le porte al governissimo è di nuovo Pier Luigi Bersani, che ribadisce l'apertura a una collaborazione con le forze moderate ma esclude in caso di maggioranza azzoppata si arrivi a un governo di larghe intese.
"Non ci si venga a proporre dei governissimi", ha detto il segretario del Pd. "Escludo un governo di unità nazionale perchè non è il bene dell'Italia". Insomma se così fosse ci sarebbe anche il rischio che si troni a breve alle urne: " È un'ipotesi puramente teorica perchè non ci credo, ma non vedo possibile un governissimo, non porterebbe a niente- Secondo Bersani,  ci vuole qualcuno che abbia la maggioranza in Parlamento. A due giorni dal voto, ha sottolineato Bersani. "Sia chiaro che o vinciamo noi o vincono Berlusconi e la Lega. Se vinciamo noi con il 51% del parlamento è chiaro che siamo assolutamente disponibili e aperti a discutere forme di collaborazione e convergenza".
 
Tra oggi e domani i leader chiuderanno la campagna elettorale: l'evento mediaticamente più atteso è la manifestazione di piazza San Giovanni a Roma, dove Beppe Grillo conta di portare un milione di persone che diano la spinta al definitivo 'assalto al palazzo.

Ultima modifica il Giovedì, 21 Febbraio 2013 20:16

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