Mercoledì, 25 Settembre 2013 19:08

Telecom nella tempesta. Bernabè e governo non sapevano. Sicurezza nazionale in pericolo

Scritto da

ROMA - Non accenna a placarsi la tempesta sollevata ieri dall’annuncio della modifica dei patti parasociali in Telco che ha reso possibile il trasferimento della testa pensante di Telecom al controllo della spagnola Telefonica.

A rendere ancor più grave quanto è avvenuto le stesse dichiarazioni del presidente Telecom, Franco Bernabè il quale  alla Commissione Lavori Pubblici del Senato ha riferito: “ Abbiamo avuto conoscenza ieri dalla lettura. dei comunicati stampa della recente modifica dell’accordo parasociale fra gli azionisti di Telco”. A gettare benzina sul fuoco il viceministro allo Sviluppo, Antonio Catricalà: il quale accusa i soci italiani:” Nessuno ci ha avvertito- dice-lo avessero fatto sarebbe stato meglio”. Intanto il titolo in Borsa va a picco.

Il presidente del Copasir, il leghista Stucchi, ha lanciato l’allarme per il pericolo che la cessione della Rete telefonica rappresenterebbe. Il presidente del Consiglio Letta ritiene la rete un assett strategico che il Paese non dovrebbe perdere. 

I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti hanno richiesto "un incontro urgente" al premier Enrico Letta e al ministro dello Sviluppo Zanonato:"La modifica dell'azionariato di Telecom Italia – affermano-provoca conseguenze rilevantissime su tutto il comparto delle telecomunicazioni, settore strategico per il futuro del nostro Paese.  

Copasir: allarme per la sicurezza della Repubblica

Il presidente del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della nazione, il leghista Giacomo Stucchi ha sollevato la questione della sicurezza in riferimento al passaggio del controllo di Telecom nelle mani degli spagnoli di Telefonica. Per Stucchi il passaggio agli spagnoli "pone problemi di sicurezza nazionale" poiché la rete Telecom è una infrastruttura "strategica" per il Paese e quindi "occorre massima cautela".Il presidente Stucchi ha poi annunciato che riceverà nelle prossime ore una relazione dal  Dipartimento per l'informazioni della sicurezza sulle possibili criticità che potrebbero derivare alla sicurezza nazionale dalla cessione del controllo. L'ufficio di presidenza del Copasir valuterà ulteriori approfondimenti e non è esclusa la convocazione  per una audizione anche del presidente del Consiglio, Enrico Letta.

Letta. Difendere rete e occupazione

Il premier Letta sul punto ha ricordato come "Siamo nel mercato europeo, stiamo discutendo di una compagnie europee. Per esempio Enel è proprietaria della spagnola Endesa. Non è un problema oggi di nazioni, ma di interesse strategico". Mentre sul livello di occupazione  il premier ha affermato che non ci sarà "nessuna discussione su Telefonica il problema è il numero di lavoratori che vogliamo ovviamente mantenere, tenendo conto che Telecom è oggi una società completamente privata.”

Sulla rete Letta ha invece annunciato attenzione da parte del Governo per il premier “ci sono asset strategici, come la rete. Saremo molto cauti su questo e seguiremo gli sviluppi perché non vogliamo perdere su questi aspetti strategici dell'accordo. Ma non è un problema di barriere o di passaporti del capitale".

Governo. Si discute di golden share

Il viceministro dello Sviluppo Economico, Antonio Catricala', a margine di un'audizione in commissione al Senato ha risposto sulla possibilità di utilizzo della Golden share, ovvero sull’utilizzo di poteri eccezionali da parte del Governo, eccedenti la effettiva titolarità azionaria. "Per la verità da diversi giorni stiamo lavorando a questo regolamento e a quello sulle strutture strategiche di carattere difensivo e di sicurezza. Non siamo giunti a una definitiva conclusione. Le decisioni spettano al presidente Letta, aspettiamo che rientri dagli Usa". Catricalà  ha poi aggiunto: "Sul piano tecnico abbiamo lavorato tanto, ma ormai e' una decisione di carattere politico, di vertice". 

Susanna Camusso: il paese è in svendita

Per il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso quanto sta avvenendo è “un'operazione di svendita assolutamente miope rispetto al futuro e alla capacità di questo Paese di riprendersi. A coloro che dicono che siamo vicini alla ripresa vorrei chiedere come immaginano possa esserci senza avere più grandi imprese. Paghiamo un processo di privatizzazioni e di liberalizzazioni fatto male e soprattutto l'assenza di un indirizzo della politica di governo". Camusso ha quindi evidenziato le "preoccupazioni sul fronte dell'occupazione di Telecom, ma anche di Finmeccanica, Mps, Alitalia. Siamo di fronte al fatto che non possiamo subire processi di deindustrializzazione, continuando cosi' ad accentuare la recessione".

Slc CGIL: Imbarazzante il  richiamo allo scorporo della rete

Michelle Azzola di Slc Cgil ha dichiarato: "Si susseguono commenti politici che individuano come opportunità l'acquisizione del controllo di Telecom da parte di Telefonica, mi piacerebbe sapere a cosa si riferiscano", per il sindacalista "L'acquisizione dell'azienda comporterà la necessità di svendere le società in Brasile e Argentina per problemi di Antitrust, la totale incertezza sugli investimenti che saranno realizzati sull'ammodernamento della rete e ricadute occupazionali rilevantissime soprattutto nei settori dell'innovazione, dell'It e dello sviluppo oltre all'incognita sugli oltre 10mila addetti alle attività di customer. In tutto questo non vedo traccia di opportunità alcuna"

Sullo scorporo della rete Azzola afferma "E' imbarazzante il richiamo allo scorporo della rete da riportare in mano pubblica: primo perché tale bene è di proprietà di Telecom e difficilmente Telefonica ci rinuncerà, poi perché tale soluzione rischia di essere peggio del problema che si vuole risolvere, non a caso non è stata adottata da nessun Paese al mondo", per Azzola la Telecom dovrebbe procedere ad un aumento di capitale per mantenere il controllo in Italia.

Amerigo Rivieccio

Laureato in Economia Aziendale ed abilitato all'esercizio della professione di Promotore finanziario; dal 2001 sono contabile alla Camera dei deputati. Prima di approdare a Montecitorio sono stato ragioniere:
alla Presidenza del Consiglio; al Comune di Napoli; in una cava di inerti.
Ma sono stato anche Funzionario dell'Unione europea e arbitro nazionale di pallacanestro.

bianco.png