Venerdì, 04 Ottobre 2013 13:10

Francesco incontra Francesco in "un giorno di pianto"

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ASSISI - Primo viaggio di Papa Francesco ad Assisi, la città del santo da cui ha preso il nome.

Il pontefice ha ricordato la tragedia di Lampedusa: "Al mondo non importa che tanta gente debba fuggire dalla schiavitù e dalla fame". Ha poi esortato la Chiesa ad abbandonare il 'cancro' della mondanità. Parlando ai disabili, precedentemente, ha esclamato: bisogna "mettere al centro dell'attenzione sociale e politica le persone più svantaggiate. A volte invece le famiglie si trovano sole nel farsi carico di loro. La società purtroppo è inquinata dalla cultura dello 'scarto', che è opposta alla cultura dell'accoglienza. E le vittime della cultura dello scarto sono proprio le persone più deboli, più fragili - ha aggiunto il Pontefice -. In questa Casa invece vedo in azione la cultura dell'accoglienza". Nel giorno della festa di San Francesco, erano presenti ad Assisi alcune tra le massime cariche dello Stato come il presidente del Senato Pietro Grasso. Il motivo della visita nella città del Santo dei poveri lo riassume in poche e toccanti parole: "La mia visita è soprattutto un pellegrinaggio di amore, per pregare sulla tomba di un uomo che si è spogliato di se stesso e si è rivestito di Cristo e, sull'esempio di Cristo, ha amato tutti, specialmente i più poveri e abbandonati, ha amato con stupore e  semplicità la creazione di Dio". Tornando sulla tragedia di Lampedusa, Francesco ha esclamato in maniera lapidaria: "Non importa se c'è gente che deve fuggire dalla schiavitù, dalla fame e fuggire cercando la libertà e con quanto dolore tante voglie vediamo che trovano la morte, come è successo ieri a Lampedusa. Oggi è il giorno del pianto".

Una preghiera per l'Italia e per le terre devastate dalla guerra

"Preghiamo per la Nazione italiana, perché ciascuno lavori sempre per il bene comune, guardando a ciò che unisce più che a ciò che divide", ha detto papa Francesco nel corso dell'omelia della messa celebrata sulla piazza di San Francesco.  "Auguri a tutti gli italiani, alla persona del capo del governo, qui presente", ha concluso Papa Francesco, riferendosi alla presenza alla messa del premier Enrico Letta. Sulle guerre che stanno affliggendo il mondo: "Rispettiamo ogni essere umano - ha dettoil Pontefice -, cessino i conflitti armati che insanguinano la terra, tacciano le armi e dovunque l'odio ceda il posto all'amore, l'offesa al perdono e la discordia all'unione". Il pensiero di Francesco è caduto poi inevitabilmente sulla questione siriana così come tutte le terre devastate dalla guerra. "Sentiamo
il grido di coloro che piangono, soffrono e muoiono a causa della violenza, del terrorismo o della guerra, in Terra Santa, tanto amata da san Francesco, in Siria, nell'intero Medio Oriente, nel mondo", ha affermato il Papa. Nel pomeriggio, dopo il pranzo ancora con i poveri della Caritas, il Pontefice, che farà tappe in tutti i luoghi francescani, incontrerà il clero e quindi i giovani dell'Umbria. La visita avviene all'indomani della tragedia di Lampedusa, per la quale Bergoglio - che nel luglio scorso aveva visitato l'isola - ha espresso grande dolore e usato parole molto forti. "E' una vergogna", ha gridato ieri il Pontefice a proposito delle centinaia di morti di quest'ultima sciagura in mare.

L'intervista di Scalfari

Qualche giorno fa Papa Francesco ha rilasciato una interessante intervista – pubblicata su La Repubblica - ad Eugenio Scalfari. Tra i temi trattati, disoccupazione e solitudine, il narcisismo come disturbo mentale che colpisce in particolare chi esercita potere, la Chiesa e la modernità, il materialismo, il sociale e le teologia della liberazione. Francesco ha parlato anche di temporalismo e politica e del rapporto con il suo predecessore Benedetto XVI.

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