Domenica, 29 Giugno 2014 16:02

A Milano i cuperliani per la sinistra nel nuovo corso

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MILANO - La minoranza del Pd si rimette in gioco con  la Sinistra Dem e  si raccoglie  intorno a Gianni Cuperlo,  che tira dritto  per la propria strada e ha presentato ieri a Milano la sua idea di sinistra, convinto  di scommettere su una sinistra rinnovata e ripensata,  in un partito che sia un campo aperto e pronto per una riorganizzazione. Il movimento dei Cuperliani, che non si sente rappresentato dalla leadership renziana si è  incontrato al centro congressi  ex Palazzo delle Stelline e  per confrontarsi in un convegno dal tema “ Nutrire la Democrazia: nel nuovo corso”.

All’incontro si sono avvicendati sul palco dirigenti del PD, rappresentanti del Governo e ospiti che si sono confrontati con Gianni Cuperlo, il vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini, l’ex ministro per le pari opportunità Barbara Pollastrini, organizzatrice del convegno milanese, Roberto Speranza, Carlo Petrini, Stefano Fassina,  Livia Turco, Gennaro Migliore,  il Presidente Matteo Orfini, molti giovani dirigenti lombardi e nazionali Sinistra Dem. Durante l’incontro Gianni Cuperlo ha risposto alle affermazioni  di Matteo Renzi di venerdì, che richiamava e accusava la minoranza del Pd  dopo i Consiglio Europeo “. “Non so a cosa si riferisse  il Presidente del Consiglio, ma credo che tutti in questi mesi abbiamo avuto un atteggiamento di grande responsabilità”. Cuperlo ha citato ad es. quanto fatto in occasione della legge elettorale”a la Camera ho votato per tutti gli emendamenti votati dal partito, anche quando non ne condividevo la posizione, perché ritengo che quella legge abbia necessità di alcuni correttivi e miglioramenti importanti,come la revisione delle soglie, un equilibrio effettivo di genere e il superamento delle liste bloccate”. “Alla fine  abbiamo votato e consentito a quel treno di mettersi in movimento”. “Ora c’è un trittico di riforme” ha proseguito  quella del bicameralismo, la legge elettorale e il titolo V, su cui bisogna arrivare in fondo.” “Questa volta il fallimento non verrebbe perdonato. Abbiamo preso l’impegno con gli elettori di fare le riforme, ma bisogna fare delle buone riforme e il parlamento è chiamato a un atto di grande responsabilità”. Pippo Civati  è stato duro con il Presidente del Consiglio “ Penso che Renzi abbia un sacco di problemi con le minoranze più di quanti ne abbiano le minoranze: è una gestione al limite dell’autoritarismo in alcuni passaggi come nel caso Mineo,che non rispetta gli equilibri istituzionali” . “Se ci sono opinioni diverse ha continuato Civati al Palazzo delle Stelline “un grande uomo di Stato, un grande segretario d partito deve riconoscerle, non umiliandole  ma valorizzandole”. Il neo Presidente Matteo Orfini  invece più morbido ha precisato ieri a Milano “  i  senatori che non sono d’accordo  avranno diritto di esprimere il proprio dissenso anche con il voto contrario in aula”. 

La prossima settimana sarà la settimana delle riforme e la a minoranza del Pd  ha assicurato che nessuno vorrà mettere i bastoni tra le ruote.

Nelle conclusioni  del convegno milanese  Gianni Cuperlo ha ribadito l’importanza di incontrarsi con chi ha appartenenze diverse e far partire un percorso associativo, un incontro aperto per costruire una sinistra ripensata e rinnovata, ribadendo che se rimane uno solo non si può parlare di democrazia.  Ha  citato lo  slogan della campagna elettorale della  Merkel “Non c’ è alternativa”, “ma  se non c’è alternativa la politica”  ha ribadito Cuperlo “si ferma e si nega il principio della democrazia”. Un’ altro  problema serio  per la Democrazia “  La primazia del denaro che ha portato” ha affermato Cuperlo” a uno svuotamento della Democrazia, il denaro e il potere negli ultimi dieci anni si sono trasformati da mezzi a fini, arrivando alla corruzione”. Nel  suo intervento di chiusura fa riferimento  a Gustavo Zagrebelsky, il costituzionalista che  sostiene che un tempo il denaro non era che un mezzo ma ora è diventato un fine e si è trasformato in una base per l’esercizio del potere,  il ciclo denaro, potere, denaro è divenuto sempre più autoreferenziale e l’autoreferenzialità del denaro ha portato a un annichilamento della politica  e ha ridotto la politica a meretrice, obnubilando la consapevolezza che la democrazia fosse sinonimo di libertà di scelta. 

 

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