Venerdì, 07 Novembre 2014 20:36

Bagnoli. Contro lo sblocca Italia si infiamma l’animo dei napoletani

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NAPOLI - Scende in piazza “la democrazia dal basso contro quella espropriata”. È lo slogan adottato dagli attivisti napoletani che oggi hanno organizzato un sit in di protesta contro il decreto Sblocca Italia che dispone il commissariamento dell’area di Bagnoli.

È prossimo alla conversione, infatti, il decreto che nelle disposizioni sull’edilizia pubblica prevede che il programma di riqualificazione dell’area occidentale di Napoli sia appannaggio del solo governo, rappresentato da un commissario scelto dall’esecutivo. Il Comune sembra davvero tagliato fuori. Saltano, quindi, gli accordi che, questo 14 Agosto, avevano raggiunto il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e il premier Renzi e che prevedevano la partecipazione degli enti locali in questa impresa che rappresenta una sfida per “consolidare la ripartenza dell’intero Sud”. De Magistris si dichiara pronto a retrocedere dall’accordo qualora il premier non rettifichi la sua decisione. Intanto si infiamma l’animo dei napoletani, paventando una nuova “mani sulla città”. E’ infatti a causa della speculazione edilizia, dovuta al beneplacito della passata gestione politica, che il programma di conversione urbana “Bagnolifutura” è rimasto una chimera. Di più: il progetto naufragato ha causato numerosi danni ambientali cui si sta lentamente tentando di porre rimedio.

Al corteo di questa mattina partecipano in 4.000 tra cittadini, movimenti sociali campani, studenti, lavoratori e la situazione sembra sotto controllo finchè, raggiunta Città della Scienza dove si sarebbe dovuto tenere un’assemblea pubblica, i manifestanti non trovano gli accessi chiusi. È qui che inizia il caos: barricate di cassonetti contro le forze armate, tentativi di superare i cancelli. Sono nove i feriti negli scontri: tre manifestanti, cinque agenti e un operatore Rai colpito da un petardo alla gamba. Questa volta la violenza dilaga da entrambe le parti: alle cariche della polizia la folla risponde con lanci di petardi. Il clima è da guerriglia e i manifestanti sembrano essere giunti preparati. In mezzo ci sono  centinaia di ragazzi in visita a Citta delle Scienze, rimasti bloccati nel parco.

Dopo l’attentato incendiario che distrusse Città delle Scienze, dopo gli scontri con i manifestanti della Cgil al concerto del 1 maggio 2013, oggi si è scritta un’altra pagina nera per Bagnoli, Napoli e la democrazia.

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