Mercoledì, 13 Marzo 2013 20:54

Berlusconi sceglie l’esilio, in clinica I pdiellini commettono reato

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ROMA - Non molliamo. Non può finire nel nulla la gazzarra organizzata dai centocinquanta parlamentari del Pdl  che, a Milano, hanno invaso il Tribunale.. Si sono riuniti alla Camera di Commercio, quando hanno saputo  che Berlusconi doveva sottoporsi a una nuova visita fiscale non hanno retto. Alfano ha lanciato un urlo di dolore e di guerra.

Tutti  in corteo verso Palazzo di giustizia. Era un corteo autorizzato? Non risulta. Arrivati davanti al Tribunale ne hanno occupato l’ingresso, inno di Mameli e comizietto con lo scatenamento delle “  berluscones girls”, da Santanchè a Mussolini avvolta in bandiera tricolore, da Gelmini a Carfagna , a Brambilla  che ormai hanno scelto il ruolo di urlatrici perpetue  nei talk show che frequentano quotidianamente.  Ci mancava la Minetti, assenza notata  Era autorizzata la manifestazione ?


L’invasione del Tribunale,  “sfuggita “ ai tutori dell’ordine

No, allora i 150 nostri eroi hanno commesso un reato, molto grave. E un reato lo hanno commesso anche i tutori dell’ordine pubblico, polizia, carabinieri che non hanno visto niente. Se queste gesta fossero state compite da studenti, giovani, precari, lavoratori sarebbero stati tutti denunciati, magari ci sarebbe scappata anche qualche manganellata. Può finire nel nulla? Il questore di Milano, il comandante dei carabinieri di stanza in Tribunale non hanno visto ne sentito niente. Nd uno dei simboli della democrazia.Non solo si tratta di reati, ma anche molto grave. Occupare un tribunale è un farro eversivo, un attacco

 Certo i giornali ne hanno parlato, ma in pochi si sono indignati, quasi si fosse trattato di in fatto di colore, una sorta di comica  cui si sono prestati circa 15’ parlamentari della Repubblica italiana. Non basta neppure il rammarico del Presidente Napolitano così come  non ci si può rivolgere indistintamente ai “ribelli” del Pdl e ai magistrati, invitando al senso di responsabilità. Perché le “responsabilità “ sono ben diverse. I parlamentari  devono operare secondo quanto previsto dalla Costituzione, legiferare per il bene del Paese. I magistrati devono  amministrare la giustizia nel nome del popolo italiano. Hanno l’obbligo di svolgere indagini, istruire processi, condannare e assolvere.  Niente può  condizionare il loro operato, l’indipendenza e l’autonomia sono garantite dagli articoli della Carta costituzionale , una delle più belle del mondo, come dice Benigni.  Non si può addebitare alcuna responsabilità al magistrato che assolve al suo compito, pur in straordinarie condizioni di  difficoltà visto lo stato in cui versa  la nostra giustizia come mezzi tecnici, personale, sedi del tutto inadeguate. Significa questo che i magistrati sono intoccabili, che non si possono criticare, che le sentenze che vengono emesse possono anche rappresentare errori giudiziari? Certo che no. Del resto ci sono tre gradi di giudizio e fintanto che non sono stati espletati tutti i gradi di giudizio l’imputato è innocente, anche se è stato condannato per reati gravissimi che comportano la carcerazione. Non solo, nel rapporto fra politica e magistratura ci possono essere dei  punti oscuri,ma spetta agli organismi  previsti dalla Costituzione intervenire. Non a caso il Consiglio superiore della Magistratura è presieduto dal Presidente della Repubblica.

Il Pdl ha tentato di tutto  per mettere in sicurezza il cavaliere

Questa scala dei valori, fino a quello massimo rappresentato dal Capo dello Stato, non consente una sorta di “ farsi giustizia” da soli come intendono i parlamentari del Pdl. Le hanno tentate di tutte per mettere in sicurezza il cavaliere.,per evitargli i processi. Dicono che ha subito tante indagini, inchieste, pagine e pagine, processi  in una serie infinita. E’ mai possibile si chiedono che da quando Berlusconi è sceso in campo i magistrati, si sono fatti in quattro  per  colpirlo. E precisano, magistrati di sinistra, biechi agenti del Pd e di Bersani, che non riuscendo ad eliminarlo politicamente  cercano la strada più facile, mandarlo in galera. Intanto non è vero che solo quando il cavaliere è sceso in politica sono cominciate le sue traversie giudiziarie.  Per quanto riguarda la quantità dei procedimenti dipende solo dalla qualità  delle azioni del cavaliere. Dice un detto popolare, “male non fare, paura non avere.”. Ma il Berlusca una ne fa una ne pensa . Tanto c’erano  gli avvocati parlamentari che propongono “lodi”, sconti di pena, eliminazione dei reati di corruzione, falsi in bilancio a buon mercato, legge Cirielli e via dicendo.  


La tattica del prendere tempo, dell’impedimento continuo

Dal momento in cui il cavaliere è costretto a lasciare il governo, il suo schieramento diventa minoritario e non ci sono più gli Scilipoti, i Razzi, i  De Gregorio a salvarlo, arriva la tattica del prendere  tempo dell’impedimento a ripetizione, fino ai certificati medici, il ricovero in clinica per una congiuntivite, uveite in termini scientifici. Non siamo medici e ci limitiamo a riferire che esiste una associazione che si chiama “Simba “associazione italiana sindrome e malattia di Bechet.Questa malattia provoca anche l’uveite, infiammazione di parte della pupilla. Ma questi malati vanno regolarmente al lavoro, a scuola, fanno una vita normale. “ Bastano degli occhiali da sole “ dicono. Ma le condizioni  dell’ex premier si sono complicate per uno stato di ipertensione. Insomma deve stare a riposto e sotto controllo. Bene. Vive in un appartamento di 200 metri quadrati,  ufficio completamente attrezzato a disposizione.  Tre o quattro volte al giorno rilascia dichiarazioni, i magistrati sono il suo oggetto di piacere. Forse se se ne stesse un po’ a riposo anche lo stato ipertensivo sparirebbe.  Forse senza rendersene conto Berlusconi ha scelto l’esilio, certo in una clinica dorata. Ma pur sempre esilio. Così i giudici comunisti non lo tormenteranno più. Ma  magistrati avranno o no il diritto di processare una che ha assicurato che Ruby era la nipote di Mubarak?

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