Sabato, 01 Ottobre 2022 16:18

A tu per tu con Piero Meli, autore di “Amoreamaro”

Scritto da

Fotografo e artista a 360°, con la passione per il vino, la comunicazione e le short stories

Quarantadue anni di età, a tutti gli effetti, un millienial, Piero Meli, nato a Bari, è un fotografo artistico, uno scrittore in erba e un appassionato di comunicazione.Un talento a tutto tondo, che ha sfruttato il potere della tecnologia per sviluppare le sue passioni principali: in primis, la fotografia e la letteratura, attraverso collaborazioni con riviste editoriali, web e libri. Presenterà in questi giorni la sua prima antologia: “Amoreamaro. Racconti tratti da storie (quasi) vere” a Roma, il 5 ottobre alle 18 presso la risto-libreria “Gli esploratori” in via Trionfale n°88 e parteciperà, invece, a una collettiva artistica che si inaugura il 4 ottobre, sempre nella Capitale, con un suo scatto che immortala l’alba della sua città: Bari. Ne parliamo direttamente, con l’autore alias “il tizio dell’alba” pronto a svelarci tutti i particolari. 

 Da cosa hai tratto ispirazione per la foto “istanti” in mostra alla galleria “Dantebus” in Roma?

“Istanti” è la foto che è stata selezionata per la collettiva romana esposta, dal 4 ottobre, in via Margutta. Si è trattato di un vero e proprio colpo di fulmine. Già da tempo cercavo di immortalare qualcuno che sul lungomare di Bari scattasse una foto all’alba: aspiravo a una foto che rappresentasse alla perfezione la proiezione del mio “io”, ossia “il tizio dell’alba”. Avrei potuto provare con un modello, ma temevo di perdere la naturalezza e la spontaneità. Mi è capitato di trovare qualcuno che stava scattando una foto all’alba ma lo sfondo, il paesaggio e il contesto non erano quelli giusti. Finché, finalmente una mattina, tutto è stato perfetto: l’alba meravigliosa, lo skyline della città interessante, il soggetto nella posa ideale. Ogni cosa si è incastrata come in un orologio di precisione: ho chiamato quella foto “istanti” perché nel giro di pochi secondi, il protagonista ha cambiato posizione e anche i colori si sono di colpo attenuati. Sono riuscito a bloccare l’istante perfetto ed è stato amore sin dal primo sguardo.

Quale passione è prioritaria per te, la scrittura o la fotografia?

La mia passione primordiale è quella per la fotografia. Sono sempre stato affascinato dalle macchine fotografiche e mi è sempre piaciuto maneggiarle. Altrettanto appassionato è stato il mio rapporto con i libri, anche se fino a qualche anno fa ero esclusivamente un fruitore. Poi ho avvertito l’esigenza - un bisogno nato circa dieci anni fa - di accompagnare gli scatti che pubblicavo con frasi e pensieri tutti miei. Non mi convinceva l’idea di unire una mia foto con un aforisma pensato da un altro. Così ho iniziato a scrivere: cercavo di racchiudere in un unicum, pensiero e immagine.

A che età hai cominciato a scrivere e quando a scattare le prime foto?

Ricordo di aver scattato le prime foto ai tempi del liceo. Facevo tantissime foto e poi aspettavo con impazienza di vedere il risultato dopo aver portato a sviluppare il rullino. 
Da allora continuo a fotografare sempre. Da una decina d’anni, invece, ho iniziato a scrivere. Prima pensieri, poi frasi, a volte, anche solo parole poste una accanto all’altra nel tentativo di creare “poesia”. Pian piano, così, ho trovato la mia strada e sono arrivato ai racconti e alle short stories. Ritengo che la forma narrativa del racconto sia l’espressione perfetta per raccontare le mie fotografie con completezza. Anche se negli ultimi due anni è avvenuto, dentro di me, un cambio di prospettiva: ora sono le foto a essere complementari ai racconti e quindi alla scrittura.

Si dice che ti intendi anche di enologia, puoi raccontarci di più?

Anche il vino è una mia passione. Da semplice amante del vino, nel 2012, ho voluto approfondire. Conoscere e capire il mondo enologico è stata un’altra tappa importante del mio processo di formazione: frequentando i corsi dell’AIS e partecipando a vari incontri, lezioni e masterclass dedicate ai singoli vitigni, ho imparato a distinguere odori e sapori. Ho appreso la tecnica della degustazione e della descrizione sensoriale del vino. Durante il covid, con un’amica comunicatrice, abbiamo organizzato delle dirette web a tema – una sorta di enoteca letteraria -  a ogni libro abbinavamo un vino. È stata una piacevole esperienza, in un momento molto difficile per tutti noi, si è cercato di avvicinare tante persone appassionate di letteratura al mondo del vino. Sui magazine: “Amazing Puglia” e “Amazing Bari”, a tal proposito, curo una rubrica “Wine & vinyl” in cui abbino un disco a un vino.  È un mondo che mi affascina e poterne parlare, con cognizione di causa, mi rende felice.

A chi si rivolge il tuo ultimo libro “Amoreamaro. Racconti tratti da storie (quasi) vere”?

Il pubblico di “Amoreamaro” è ampio e abbraccia lettori di tutte le età: tutti possono identificarsi con almeno una delle storie narrate e possono ritrovare una parte di se stessi in uno dei racconti. È un pubblico che ama, che ha vissuto l’amore, che lo vive o che lo sogna e tutti, prima o poi, ci ritroviamo nella vita a fare i conti con questo sentimento: non si può vivere senza amore. 

Hai in cantiere qualche altro progetto letterario e/o fotografico?


Fotografia e scrittura continueranno sempre a tenermi impegnato e a far parte di me; ad agosto ho partecipato a una mostra collettiva a Tokyo, presentando un progetto innovativo: foto scattate dietro ad un vetro, al riparo, in giornate di pioggia. In questo momento, con l’associazione fotografica di cui faccio parte, WeAreInBari, stiamo progettando una prossima mostra che avrà come focus la città di Bari. Nel frattempo, nelle notti insonni, sto completando il mio prossimo libro: sono ormai alle battute finali, poi mi aspetta la revisione, ma conto di terminare tutto entro quest’anno. Anche questo è un progetto affascinante e anche in questa produzione, i rapporti umani e le relazioni saranno sempre il filo conduttore.

A cosa non rinunceresti mai nella vita?

Ai miei sogni. 

bianco.png