Alfiero Grandi

Alfiero Grandi

Presidente dell'Associazione per il rinnovamento della Sinistra

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ROMA - E’ legge, dopo il voto del Senato, un provvedimento di cui Governo e  maggioranza non hanno motivo di vantarsi. E' una revisione politica e di principio radicale sull'evasione fiscale.  Tanto più incomprensibile in questa fase, dopo gravi episodi di corruzione,  che si reggono sull'occultamento dei capitali.

ROMA - Sottovalutare l’astensione esplosa a livelli impensabili con le regionali, particolarmente in Emilia ma anche in Calabria, è un suicidio politico. Affermare che quello che conta è arrivare primi o sottolineare che sarebbe proprio dei paesi avanzati avere un crollo dei partecipanti al voto sono forme di (auto) consolazione che possono avere qualche effetto propagandistico iniziale ma lascieranno presto il passo alla dura realtà di un paese che nella sua maggioranza di elettori si astiene. 

ROMA - Renzi ricorda qualcuno, quello con cui si vede spesso e con cui ha stretto il patto detto del Nazareno. Dall’Australia non ha trovato di meglio che mettere sotto accusa le Regioni per i dissesti idrogeologici devastanti di questi giorni, dimenticando - o fingendo di farlo - le primarie responsabilità dei governi in materia.

ROMA - La Camera ha approvato un testo di legge che riduce le sanzioni pecuniarie e le pene per coloro che hanno esportato capitali all’estero illegalmente e poi non contenta ha esteso questa benevolenza anche a quanti, commettendo gli stessi reati, hanno tenuto i quattrini in Italia, cioè gli evasori fiscali. E’ curioso che ora solo il Senato, che il Governo vorrebbe sostanzialmente eliminare, possa bloccare o almeno modificare radicalmente questo provvedimento per evitare un nuovo condono.

ROMA - L’aspetto curioso ed inquietante della situazione è mettere in discussione seriamente la politica di austerità dell’Europa, che tuttora è dominanante, sia limitare l’iniziativa per tentare di ottenere qualche miliardo di margine, sempre premettendo dichiarazioni impegnative sul rispetto del 3 % da parte dell’Italia, cambia poco agli occhi dei mercati e delle “signorie” che decidono quando è il momento del pollice verso e quindi puntano su un aumento dello spread. 

ROMA - L’attacco sull’articolo 18 è conseguenza della resa sul fronte europeo.  Renzi, ormai presidente del Consiglio, aveva dichiarato di volere cambiare l’Europa e la sua fallimentare politica di austerità, fino alla possibilità, per l’Italia, di sforare il 3 % di deficit per contribuire al superamento della recessione che tormenta e impoverisce il nostro paese da 7 anni. Poi è intervenuto un repentino cambio di priorità, che in verità ricorda la storiella dei pifferi, e il Governo non ha neppure chiesto le deroghe come altri paesi europei. 

Giovedì, 10 Luglio 2014 18:31

Europa, austerità e i 4 referendum

 

 

ROMA - E' in corso la raccolta delle firme a sostegno di 4 referendum che tentano  di mettere in discussione la politica di austerità che ha costretto l'Europa  e l'Italia ad una lunga recessione con una grave caduta occupazionale. Fase  non terminata perché l'economia è ferma e la trappola della deflazione non è  scongiurata. Sui 4 referendum ci sono osservazioni, dubbi. Discutiamone apertamente.

ROMA - Qualcuno ha detto che l’approvazione da parte del parlamento della modifica dell’articolo 81 della Costituzione è stata possibile nel 2012 solo per una sorta di autoembargo delle intelligenze. E’ una spiegazione verosimile.

Ora una proposta e una sede dei confronto  che coinvolga tutta la sinistra

ROMA - E se fosse un colpo di spugna? Parliamo della legge 67/2014 che ha portato anche il Sole -24 Ore a titolare "Sospesi i reati economici e fiscali". Si tratta in sostanza di questo.