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ROMA - Secondo i dati diffusi oggi dall'Istat il potere di acquisto delle famiglie nel primo trimestre del 2015 sarebbe aumentato del + 0,8% rispetto allo scorso anno. Un dato, questo, che sicuramente non riflette la reale quotidianità di molti cittadini, messi a dura prova dalla crisi economica che ormai da anni attanaglia il nostro Paese.

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ROMA - E’ preoccupante la grave perdita di potere di acquisto da parte delle famiglie italiane, diminuito  di oltre il-13,4% dal 2008. Una crisi che continua ad incidere in maniera drammatica sulla domanda di mercato: in tal senso il dato più allarmante è senza dubbio quello relativo ai consumi alimentari, la cui contrazione, dal 2008 al 2014, risulta pari al -10,4% (pari ad una caduta della spesa delle famiglie in questo settore chiave di oltre 14,2 miliardi di Euro).

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ROMA - L'inflazione a giugno si attesta allo 0,1%, il livello più basso da agosto 2009.Scendono, secondo l'Istat, in particolare i prezzi dei prodotti alimentari del -0,9%.Un dato che rispecchia la forte contrazione dei consumi che denunciamo da tempo: basti pensare che nel biennio 2012-2013 tale diminuzione si è attestata al -8,1%, con una riduzione complessiva della spesa delle famiglie di oltre 58 miliardi di Euro.

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ROMA - Crolla il potere d'acquisto delle famiglie: nel 2012, anno «tra i più critici» per l`economia e la  società italiana, i redditi delle famiglie ne hanno risentito in «maniera rilevante». Si sono infatti ridotti del 2% in termini monetari, ma in termini di potere d`acquisto la caduta è stata di ben 4,9 punti, il picco più alto dall'inizio delle crisi.

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ROMA - Anche nel 2013 non si arresta la crescita delle bollette di elettricità, gas, acqua e rifiuti, che continua ad incidere in maniera determinante sul potere di acquisto delle famiglie.

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Federconsumatori: "Intervenire con urgenza per il rilancio economico"

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Nel 2012 le unità immobiliari compravendute in Italia sono state 993.339; quasi 330mila unità in meno rispetto al 2011, in calo del -24,8% su base annua (2012 su 2011). Lo comunica l'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate. Solo nell'ultimo trimestre dello scorso anno, il volume delle compravendite e' sceso del 29,6%. ''Si tratta della maggiore contrazione, in termini di tasso tendenziale annuo, registrata dal 2004'', spiega la nota dell'Osservatorio. Ma dietro l’aridità delle cifre si nascondono le cause della crisi che colpisce un settore così importante della nostra economia. Scrive Federconsumatori che  “il crollo della vendita degli immobili nel 2012 è un elemento drammatico che, però, non rappresenta affatto una sorpresa. A determinare questa contrazione- afferma l’associazione dei consumatori-è principalmente la caduta verticale del potere di acquisto delle famiglie,  che  dal 2008 ad oggi ha registrato una perdita -14,1%. A tutto ciò si aggiunge l’estrema difficoltà riscontrata dalle famiglie nell’ottenere un mutuo, nonché i tassi applicati, ancora ben al di sopra della media europea. Una scarsissima domanda, quindi, che si scontra, per di più, con i prezzi ancora troppo elevati degli immobili “.È ora di finirla-prosegue il comunicato- con le vere e proprie “frottole” sulla drastica discesa dei costi delle case: nelle aree metropolitane. I prezzi sono pressoché stabili, tutt’al più si registra qualche lievissima diminuzione nelle zone più marginali e periferiche. Alla luce di questo andamento è chiaro ed evidente che l’unica strada per far ripartire il mercato immobiliare è quella del ridimensionamento dei prezzi, coerentemente con le sane logiche di mercato, in concomitanza con una riduzione della tassazione, giunta ormai a livelli insostenibili”  Gli stessi dati rsi noti dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare sono una spia di questa situazione.

Contrazione delle transazioni pari al 30,5%

 Il mercato residenziale ha registrato una contrazione delle transazioni pari al 30,5% solo nell'ultimo trimestre del 2012. Le aree del Centro e del Nord perdono rispettivamente il 31,9% e il 31,7% delle transazioni e il Sud esibisce una contrazione del 27,4%. Complessivamente nel 2012 rispetto al 2011, la perdita di volumi di compravendita di abitazioni e' di simile entita' sia nei capoluoghi (-25,1%) sia nei comuni minori (-26,1%). Tra le macro aree i cali annui più sostenuti si registrano nei comuni minori del Centro e del Nord, -27,9% e -27,1% rispettivamente; nei comuni del Sud, capoluoghi e non, si registra la perdita minore, -23,2%. Nelle maggiori citta' italiane per popolazione, la flessione delle compravendite di abitazioni registrata nel quarto trimestre 2012 e' stata pari a -25,2%. Le compravendite di abitazioni con mutuo ipotecario realizzate nel 2012, mostrano un tasso di variazione fortemente negativo rispetto al 2011, -38,6%. Il capitale complessivamente erogato nel 2012 ammonta a circa 19,6 miliardi di euro, che corrispondono a una riduzione di quasi 15 miliardi di euro rispetto a quanto concesso per i mutui accesi nel 2011, -42,8%. 

Mutui ipotecari con il contagocce

La quota di abitazioni acquistate da persone fisiche con il ricorso al mutuo ipotecario risulta pari al 37,0%, quasi 8 punti percentuali in meno rispetto all'incidenza registrata nel 2011. In linea con l'aumento dei tassi di interesse, che si portano a un livello simile al 2006, la rata mensile iniziale subisce ancora nel 2012 un incremento di circa il 3% (+5,8% nel 2011 rispetto al 2010), superando cosi' i 700 euro in termini di valore medio nazionale. La spesa per l'acquisto di abitazioni, al netto degli oneri di transazione e delle relative imposte, nel 2012 e' stata stimata complessivamente pari a 74,6 miliardi, in calo rispetto al 2011 di circa il 26%, che corrisponde a una perdita di oltre 26 miliardi di euro. Il valore medio di un'abitazione compravenduta nel secondo semestre 2012 e' pari a circa 167 mila euro; questo valore supera i 220mila euro al Centro e risulta inferiore ai 120mila euro nelle Isole.

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ROMA - Negli ultimi 15 anni si è registrato un crollo vertiginoso del potere d'acquisto delle pensioni, diminuito del 33% nei confronti dell'economia reale.

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ROMA - I dati dell’Istat sulla produzione industriale, purtroppo, non rivelano nulla di nuovo sullo scenario economico del nostro Paese.

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Lunedì, 09 Luglio 2012 15:57

Potere d’acquisto delle famiglie allo stremo

ROMA - Per comprendere al meglio cosa è avvenuto in tema di mutamenti delle condizioni sociali delle famiglie italiane nell’ultimo decennio è opportuno analizzare l’andamento del credito al consumo, dall’anno in cui iniziò il change over ai giorni nostri.

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