ROMA - Manca poco pochissimo all’evento continentale calcistico più atteso dell’anno. La finale di ChampionsLeague si disputerà il prossimo 28 Maggio, ma intanto biosgna prima passare dalle gare di andata delle semifinali, che vedranno da una parte ManchesterCity e RealMadrid, dall’altra AtleticoMadrid e BayernMonaco.


Ciò che il lungo cammino iniziato a Settembre ha sentenziato è il seguente: due compagini spagnole su quattro con la riconferma della corazzata tedesca, sempre arrivata dai quarti in poi negli ultimi anni, e la prima storica semifinale conquistata dal City, che si era sempre fermato prima. All’appello manca innanzitutto la detentrice del titolo, che quasi tutti davano per vincente ancora una volta. Ci stiamo riferendo al Barcellona. Sarebbe stata la prima doppia vittoria consecutiva da quando il torneo ha preso il nome di Champions League; l’ultima squadra a centrare questo obiettivo è stato il Milan nel biennio 1989/90 quando la denominazione era Coppa dei Campioni. Si fa riferimento anche alle italiane e si pensa alle due che erano arrivate agli ottavi di finale. La Roma ha troncato il suo percorso contro il Real, mentre la Juventus ha abbandonato il sogno di un’altra finale fermandosi contro un Bayern capace di rimontare da un 2-0 che pareva definitivo. Magra consolazione: i giallorossi e i bianconeri sono stati eliminati, da due possibili finaliste.

MANCHESTER CITY - REAL MADRID: PETROLDOLLARI CONTRO TRADIZIONE

32221111.jpgTra gli inglesi e i madrileni forse questi ultimi partono un passo avanti ma,  guardando ai pronostici sul calcio, nulla è ancora scritto. Zidane si gode un Cristiano Ronaldo che, tanto per cambiare, anche quest’anno ha frantumato vari record a suon di gol. E pensare che a fine Agosto c’era chi lo dava in calo. Questo Real non fa calcio spettacolo, ma ha insita una qualità che se messa nelle giuste condizione può essere letale. Lo ha capito il Wolfsburg, vittorioso all’andata dei quarti, ma capitolato al ritorno senza possibilità d’appello. Perché i Blancos sono così, prendere o lasciare. E anche la Liga è lì a portata di mano, a 1 solo punto di distanza dalla capolista, il Barcellona. Troppa carne al fuoco però, si sa, può essere controproducente. E allora testa alla gara contro un Manchester City che si gode questo storico risultato e che finalmente, può sperare in una finale attesa da anni. Esempio lampante di investimenti che hanno fruttato molto meno del previsto, con una società alle spalle che non ha mai fatto problemi quando si trattava di pagare tanto chi voleva. La stessa stagione in corso ne è la prova, eppure in Premier i ragazzi allenati da Pellegrini distano 10 punti dal Leicester di Ranieri, primo in classifica. 

ATLETICO MADRID - BAYERN MONACO: SCONTRO TRA MAESTRI DELLA PANCHINA

Si prospetta tensione ai massimi livelli nell’altra sfida, che vede l’una di fronte l’altra due filosofie di gioco parecchio differenti. L’Atletico è quella squadra che per carattere e voglia di superare le difficoltà forse,  al momento, non ha eguali in Europa. Rispecchia punto per punto il carattere di un allenatore che non ha mai cambiato le sue peculiarità dai tempi in cui calcava i campi da calcio. La squadra sull’altra riva del Manzanarre è tignosacaparbiaveemente e capace di sbarazzarsi delle “divinità” catalane nel giro di 90’ in cui non uno spillo è passato nell’aria dei Colchoneros. Cinque vittorie, tre pareggi e due sconfitte il bottino di questa stagione in Champions League, ed ora che si è riaperta la Liga gli animi nello spogliatoio sono ancora più “caldi”. Il Bayern e Pep Guardiola, dopo una stagione difficile dal punto di vista degli infortuni, sono ritornati a respirare un po’ e a non hanno nessuna intenzione di mollare all’ultimo come lo scorso anno, quando la finale saltò per un soffio. 

QUATTRO SQUADRE IN OTTIMA CONDIZIONE

Vediamo come arrivano le quattro squadre cominciando dal primo incontro di cartello che è Man City Real, il prossimo 26 Aprile. Entrambe sono al massimo della forma, non hanno neanche squalifiche o infortuni pesanti da gestire. Sarà bello vedere la sfida nelle sfide tra due fuoriclasse come Cristino Ronaldo e Agüero, con il portoghese che vuole allungare sul record di reti segnate in una sola stagione di Champions – al momento è a quota 16 – e l’argentino che cercherà di segnarne uno in più nella doppia sfida. Nei tre precedenti, mai una volta la gara si è conclusa senza gol. Punto su cui riflettere è la fase difensiva perché quest’anno sia City che Real hanno incassato più di 30 gol a testa, maluccio per due corazzate simili. 223455.jpg

Passiamo al 27 Aprile, quando le luci si accederanno al “VicenteCalderón”. Occhi puntati sull’uomo simbolo del trionfo sul Barcellona, Griezmann, ormai diventato la cerniera tra il centrocampo e un attacco in cui troviamo un Fernando Torres rinato, come spesso accade alla punta spagnola. Rinato nel momento giusto, tra le altre cose. Guardiola, che ha festeggiato il titolo tedesco ormai da settimane e usa  la Bundesliga come allenamento privilegiato, ha l’imbarazzo della scelta. Solo i nomi che daranno supporto a Lewandoski, fanno paura: ComanMuller e Douglas Costa, due giovani ma ormai affermati campioni, e un Muller sempre spietato nelle grandi occasioni. Lo spettacolo dei tedeschi sta proprio nel lavoro del centrocampo, che vive di tempi di inserimento e di giocate di prima da rimanere incollati alla tv. Difficile battere i madrileni in casa, visto che arrivano da sei successi consecutivi tra Liga ed Europa.  

 

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E' morto Cesare Maldini. Il calcio in lutto

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Johan Cruijff e l'ideologia della bellezza

ROMA - ra il calcio, era l'Olanda, era l'Ajax, era il Barcellona, era l'estro, era la bellezza, era l'epica applicata allo sport, era un magnifico "dittatore" dentro e fuori dal campo, incapace di adattarsi alle mode correnti e capace, al contrario, di mutarle radicalmente, segnando un'epoca e trasformando in meglio i costumi di qualunque ambiente. Era Johan Cruijff, il profeta del gol, l'istrione, il simbolo, il mito di quell'"Arancia meccanica" olandese che fece innamorare il mondo intero e fu l'emblema di una generazione tanto nobile negli ideali quanto incompiuta nelle azioni concrete.

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Addio a Johan Cruyff, leggenda del calcio

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Juve-Napoli, una sfida dal sapore antico

ROMA - E alla fine segna lui, Simone Zaza, l’uomo che meno ti aspetti, il campione che si alza dalla panchina, sostituisce Morata nel finale e regala alla Juve una vittoria immeritata (perché sarebbe stato più giusto un pari, ammettiamolo) contro un Napoli schierato in campo da Sarri a sua immagine e somiglianza. 

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TORINO - Questa sera allo Juventus Stadium andrà in scena lo scontro al vertice tra Juventus e Napoli.


Siamo alla 25^ giornata di campionato, 14 dalla fine, e quello di questa sera può essere considerato un big match a tutti gli effetti che in caso di vittoria, provocherà inevitabili conseguenze per l'una o per l'altra squadra per il prosieguo del campionato. 

JUVE PSICOLOGIAMENTE PIU' FORTE - Forse non saranno danni irreparabili ma una sconfitta inciderà tanto, anche sul piano psicologico. E proprio su questo piano, la Juventus appare più solida, perchè più abituata a vincere e perchè più abituata a certe pressioni. In più godrà di un fattore campo che allo Juventus Stadium è diventato ormai un valore aggiunto. 

NAPOLI MAI DOMO - Il Napoli, da parte sua, arriva a questo delicatissimo incontro con la consapevolezza di chi è primo in classifica, certo delle sue capacità, mai domo e con una voglia di rimanere là su in alto che non è da meno dei suoi rivali bianconeri. 

PARTITE MALE - L'elemento in comune tra le prime di questo campionato è la falsa partenza con cui hanno dato inizio a questa stagione. Un avvio zoppicante, quello del Napoli, mentre è stato drammatico, seppur per un breve periodo, quello bianconero. Sarri ha avuto la giusta intelligenza di modificare alcune cose con il suo Napoli, abbandonando un po' di rigidità tattiche del suo vecchio Empoli, rimettendo immediatamente in carregiata la macchina da gol partenopea. Capace di rispolverare, con nuovo lustro, il piccolo Insigne, diventato poi, giornata dopo giornata, sempre più grande, e mettendo a proprio agio il cannoniere Higuain, che ora viaggia ad un media gol davvero strepitosa: 24 reti in 24 gare.

Allegri invece ha avuto tanta pazienza e calma infinita per risistemare gli ingranaggi bianconeri che dopo la dipartita dell'intera dorsale juventina (Pirlo, Vidal, Tevez) si erano leggermente arruginiti. L'esempio della pazienza del tecnico livornese è stata più evidente quando ha voluto dosare con cura l'inserimento di quello che nel tempo diventerà un campione acclarato: Dybala. Ora, il giovane argentino, insieme all'altro giovane, Pogba, rappresentano il nuovo corso e la nuava avventura bianconera. 

Questa sera sapremo qualcosa in più su queste due squadre, chi sarà in grado di avvantaggiarsi maggiormente verso la conquista dello scudetto. Le coppe si avvicinano e le distrazioni aumentano. Questo febbraio può diventare davvero decisivo e chi rimarra più con i nervi saldi e, ovviamente, chi potrà godere di una forma atletica migliore, potrà iniziare ad ipotecare una piccola fetta di scudetto.

Ma il calcio a volte è davvero imprevedibile e allora rimandiamo tutti i pronostici più avanti, quando saremo più certi di evitare brutte figure.

 

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