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MILANO – Ieri gli emissari della ricca Anzhi Makhachkala, una semisconosciuta squadra che milita nella premier league russa (è stata promossa soltanto due anni fa), proprietà del miliardario Suleiman Kerimov, hanno fatto alla squadra nerazzurra l’offerta che non si può rifiutare: 30 milioni all’Inter per il cartellino dell’asso camerunense e 20 milioni all’anno al giocatore. Ed infatti pare proprio che Massimo Moratti non voglia rifiutarla: “un’offerta interessante, intelligente, giusta considerando il valore del giocatore”. L’agente del camerunense, Claudio Vigorelli, ha precisato: “Abbiamo quasi raggiunto l’intesa con l’Anzhi. Ora spero che le due società si accordino tra loro”.

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MILANO - Che la famiglia Moratti sia miliardaria non è una novità. Non può neppure stupire lo sfarzo della sua abitazione milanese all'ombra della madonnina, completa di piscina, terrazzo con giardino pensile e orto botanico, tutto gustosamente distribuito in svariate centinaia di mq disposti in più piani. Però, può stupire che improvvisamente, il “grande privilegio” abbia a che fare con il DL 29 novembre 2008, n. 185, in materia di “Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale” in vigore dal 29/11/2008, di cui la famiglia Moratti non è riuscita a privarsi, e non solo di questo.

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MILANO - Milano è la porta d'accesso al potere berlusconiano. Dopo il primo turno delle elezioni comunali, e la sorpresa di Giuliano Pisapia (48%) che va al ballottaggio con più consensi di Letizia Moratti (41,6%), quella porta non è più blindata. Non è stata aperta, ma da oggi è socchiusa e qualche chiavistello ha ceduto. È la sorpresa maggiore di questo primo turno elettorale che ha chiamato alle urne quasi 13 milioni di elettori ma con i riflettori accessi su quattro Comuni capoluogo come Torino, Milano, Bologna, Napoli. E proprio Torino e Bologna vanno al centrosinistra al primo turno, con Napoli al ballottaggio con il candidato del Pdl Giovanni Lettieri che se la vedrà con l'outsider di Idv-Fds, Luigi De Magistris.

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RISULTATI E PROIEZIONI DELLE AMMINISTRATIVE NELLE CITTA' PIU' IMPORTANTI. I MILANESI SEMBRANO VOLER DARE IL BENSERVITO ALL'AMMINISTRAZIONE DI LETIZIA MORATTI

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ROMA - L'insediamento dei circa 13 mila seggi elettorali, avvenuto nel pomeriggio, è stato l'ultimo tassello del complesso puzzle organizzativo che darà il via a una tornata amministrativa caratterizzata da una forte valenza politica a livello nazionale. Del resto, in tempo di federalismo, in ballo c'è la guida di 1.315 comuni (30 i capoluoghi di provincia, tra cui Milano, Torino, Bologna e Napoli), e 11 province, vale a dire Mantova, Pavia, Treviso, Ravenna, Lucca, Macerata, Campobasso e Reggio Calabria, Gorizia e Trieste. Ma oltre alle sfide al calor bianco che si terranno in alcune città importanti, a dare risalto ai prossimi due giorni di voto concorre anche l'imponenza del corpo elettorale, costituito da quasi 13 milioni di cittadini, vale a dire circa un quinto della popolazione nazionale.

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ROMA – Da ora in poi chi è in grado di comprendere la realtà (non sappiamo sinceramente quanti ce ne siano fra gli elettori berlusconiani) dovrebbero aver capito la natura del cosiddetto “garantismo” dei gerarchi di Arcore. Dopo l’incresciosa vicenda di ieri – l’accusa lanciata da Letizia Moratti contro Giuliano Pisapia di essere stato condannato per concorso morale in furto d’auto, per la quale era stato in realtà assolto con formula piena – è evidente che il principio costituzionale dell’innocenza di un imputato fino a sentenza definitiva vale soltanto per loro e non per gli avversari politici. Anzi, per costoro vale il principio contrario: sono comunque colpevoli, anche se risultano essere stati assolti.

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MILANO - Il duello televisivo tra Letizia Moratti e Giuliano Pisapia finisce in tribunale lasciando una scia di veleni e di accuse sugli ultimi giorni che mancano al voto per la scelta del sindaco di Milano. Proprio dalle carte giudiziarie la Moratti aveva attinto l'ultima arma per la sfida in tv, rivangando una vicenda risalente agli anni di Piombo che aveva coinvolto il suo sfidante. E ora a finire in un'aula di tribunale sarà lei, trascinata lì da Giuliano Pisapia con una querela per diffamazione aggravata.

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ROMA – Più ci si avvicina al prossimo week-end e più ci si rende conto della sua importanza strategica per il futuro del governo e del berlusconismo. Lunedì sera, ad urne chiuse e a scrutini in corso, gli italiani sapranno qual è il destino prossimo del Cavaliere. È questo, infatti, il significato che lo stesso Silvio Berlusconi ha voluto assegnare alle elezioni amministrative milanesi e alla possibilità che Letizia Moratti sia eletta primo cittadino per la seconda volta senza scontrarsi in un ballottaggio molto incerto con Giuliano Pisapia.

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Domenica, 08 Maggio 2011 14:52

La "libertà" nell'era Berlusconi

ROMA - “Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza” diceva Benjamin Franklin.

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MILANO – Mentre il governo è strenuamente impegnato per sabotare i referendum, cioè uno strumento di quella “volontà popolare” che i berlusconiani reclamano soltanto quando fa comodo a loro, nella capitale meneghina il Pdl è dilaniato dal caso Lassini, l’autore dei manifesti-vergogna che incitavano a cacciare le “Br dalle Procure”. Dopo il monito del Presidente Napolitano, le dimissioni del deplorevole artefice di una campagna vergognosa, il ramo di azienda del premier si spacca a metà, come una mela fra coloro che sostengono Lassini e coloro che invece deprecano il suo atto.

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