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ROMA – Più ci si avvicina al prossimo week-end e più ci si rende conto della sua importanza strategica per il futuro del governo e del berlusconismo. Lunedì sera, ad urne chiuse e a scrutini in corso, gli italiani sapranno qual è il destino prossimo del Cavaliere. È questo, infatti, il significato che lo stesso Silvio Berlusconi ha voluto assegnare alle elezioni amministrative milanesi e alla possibilità che Letizia Moratti sia eletta primo cittadino per la seconda volta senza scontrarsi in un ballottaggio molto incerto con Giuliano Pisapia.

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MILANO – Mentre il governo è strenuamente impegnato per sabotare i referendum, cioè uno strumento di quella “volontà popolare” che i berlusconiani reclamano soltanto quando fa comodo a loro, nella capitale meneghina il Pdl è dilaniato dal caso Lassini, l’autore dei manifesti-vergogna che incitavano a cacciare le “Br dalle Procure”. Dopo il monito del Presidente Napolitano, le dimissioni del deplorevole artefice di una campagna vergognosa, il ramo di azienda del premier si spacca a metà, come una mela fra coloro che sostengono Lassini e coloro che invece deprecano il suo atto.

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ROMA – Silvio Berlusconi e i suoi gerarchi forse non sono mai stati così in difficoltà. I segnali erano inequivocabili quando, il 6 aprile, il premier accusò la procura di Milano di utilizzare gli stessi metodi delle Brigate rosse, poi il giorno successivo di considerare l’eventualità di una commissione parlamentare di inchiesta per accertare l’esistenza di un’associazione a delinquere costituita da magistrati per scalzare dalla sua poltrona il presidente del consiglio. Un nervosismo lampante, che metteva a nudo il volto predatorio del Cavaliere, quello denunciato per 17 anni dai suoi veri oppositori, fin da quando decise la “discesa in campo”.

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MILANO – Un Berlusconi a ruota libera, oramai, senza più alcun freno inibitorio. Ripete in continuazione le peggiori accuse contro i procuratori di Milano, tanto che, a qualsiasi persona sensata, non resta da chiedersi fino a quando gli sarà permesso seminare le macerie istituzionali nel nostro Paese.

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MILANO - Il presidente del Consiglio dichiara guerra ai magistrati. Prima li definisce ‘eversori’ e chiede una commissione d'inchiesta per accertare se ci sia al loro interno un'associazione a delinquere. Poi avverte: in Parlamento ci sono molti provvedimenti importanti che ora, con la maggioranza che ho, potrò finalmente approvare. Primo tra tutti: il testo sulla prescrizione breve che lui preferisce chiamare 'processo europeo’. Già approvato dalla Camera, è ora all'esame del Senato. E per la prima volta Berlusconi ammette: mi serve per poter governare perché contiene una norma che “forse, forse, potrebbe accorciare la prescrizione di un mio processo”. Il processo a cui fa riferimento è quello Mills in cui lui è imputato di corruzione in atti giudiziari. Un procedimento che, nel corso della convention del Pdl a Roma, non esista a definire pura “eversione”. Il Cavaliere non solo illustra tutta 'l'artiglieria pesante’ che ha già messo e intende mettere in campo.

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Mercoledì, 06 Aprile 2011 19:08

Tremonti: "L'Italia si tassi per aiutare Milano"

ROMA - L’ultima proposta del Ministro dell’Economia Tremonti è agghiacciante. In un paese come l’Italia spaccato ed economicamente diviso non si era ancora sentito che le regioni meno ricche dovessero tassarsi per aiutare chi sta meglio ma oggi, a margine del Salone del Risparmio di Milano, Tremonti ha lanciato l’idea di una fiscalità di favore da concedere alla città della madonnina per favorire l’attrattività nei confronti delle imprese, in particolare finanziarie.

La proposta lanciata dal geniaccio di Via XX settembre è riassunta in una sola frase: "Facciamo shopping di regimi fiscali applichiamo in Italia un regime di favore fiscale per le attivita' finanziarie che c'e' in altri paesi. Se e' buono la' forse e' buono anche qua. Applichiamo a Milano il regime fiscale che per esempio c'e' in Irlanda, per un po' di tempo e condizioni date. Mettiamo la bozza sul sito del ministero, se va bene andiamo avanti, se no la correggiamo, critiche e idee sono benvenute".

Riassumendo la situazione dopo aver rifiutato una fiscalità di favore a L’Aquila per mancanza di fondi il Governo vorrebbe concederla a Milano, tale strana disparità sarebbe da addebitare, secondo le lingue più malevole alla differenza di appartenenza dei due sindaci (del PD l’aquilano Cialente e del PDL la meneghina Moratti).

Tra le ovvie reazioni di sdegno che hanno rincorso l’annuncio vi segnaliamo quanto hanno dichiarato Gianni Pittella, vicepresidente vicario del Parlamento europeo e Andrea Cozzolino, vice capo delegazione eurodeputati Pd: "Forse si tratta di un pesce d'aprile ritardato? Purtroppo e', invece, la proposta invereconda lanciata dal ministro Tremonti, 'sgravi fiscali per chi investe a Milano'".

"Siamo alla spudorata declinazione dell'iniquita'. Tremonti e la Lega ci propongono una politica economica di disprezzo verso il Mezzogiorno, pervicacemente determinata a far i ricchi piú ricchi ed i poveri piú poveri. E l'Italia cosí va a fondo, con buona pace del Tricolore pur osannato con emozione".

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MILANO – Iniziato ma subito aggiornato al 31 maggio il “processo Ruby”. L’udienza, alla quale non ha partecipato l’imputato Silvio Berlusconi, è durata cinque minuti. Il premier ha depositato tramite i suoi legali una lettera nella quale dice di voler assistere a tutte le altre udienze. Pietro Longo, uno dei suoi legali, ha riferito che “presumibilmente sarà presente il 31 maggio”.

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ROMA – Sta prendendo forza l’ipotesi estrema. Quella di mettere uno scudo di acciaio fra Berlusconi e i giudici sul caso Ruby. I gerarchi più fedeli al premier non sono unanimi ma gli indizi lasciano ritenere che si avvierà in Parlamento un procedimento finalizzato ad impedire qualsiasi processo sul caso Ruby.

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ROMA - Da ieri è stata notificata la chiusura del filone d'inchiesta Rubygate da parte dei Pm della Procura di Milano e oggi sulla Repubblica appare l'intervista rilasciata da Silvio Berlusconi, proprio su quel quotidiano che lo stesso premier querelò per le famose dieci domande a cui non diede mai risposta in seguito alla sua partecipazione al diciottesimo compleanno di una ragazzina di Casoria: Noemi Letizia.

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MILANO -  «Siamo disponibili anche a celebrare una doppia udienza il lunedì purché non siano due dibattimenti». Lo ha detto l'avvocato Niccolò Ghedini, uno dei difensori di Silvio Berlusconi a proposito dell'incontro che si è tenuto ieri con il presidente del tribunale di Milano, Livia Pomodoro, per cercare di coordinare i diversi procedimenti a carico del premier che vuole essere presente in aula, con i suoi impegni istituzionali e di governo. Ghedini, parlando con i giornalisti, in attesa dell'inizio dell'udienza preliminare per il caso Mediatrade, ha sottolineato che bisogna bilanciare gli impegni di governo con quelli giudiziari e ha affermato che il presidente del Consiglio è disponibile «per quattro udienze al mese, il lunedì, e a recuperare in casi estremi il sabato».

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