Sandro Marucci

Sandro Marucci

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MUBI, sito online di film d'autore, che integra elementi di social networking con il video streaming dopo la Befana distribuirà “What do we see when we look at the sky?” di Alexander Koberidze che al festival di Berlino ha avuto il premio della FIPRESI, la prestigiosa Federazione Internazionale della Stampa Cinematografica, un pantheon di critici di tutto il mondo più sensibili ai nuovi linguaggi che alle esigenze del pubblico pagante, che è risaputo ama meno sperimentazione e più accattivante narrazione, se non addirittura un minimo sindacale di azione. 

Tutto cominciò il giorno in cui erano diretti in macchina dal veterinario per una vaccinazione: Marco e Pippo, il suo bassotto dal pelo lucidissimo neanche avesse fatto un uso esagerato di brillantina, si trovarono imbottigliati in un ingorgo da ora di punta che minacciava di farli arrivare tardi all’appuntamento.

Il film Una sconosciuta (da non confondere con il film di Giuseppe Tornatore del 2006) è tratto dal romanzo omonimo di cui è autore lo stesso regista, Fabrizio Guarducci, un artista di varia ispirazione, che prima sulla pagina e poi in immagini ha sviluppato una storia che sembra vera. E forse lo è. 

“Il giardino che non c’è” è quello dei Finzi Contini, la famiglia di ebrei ferraresi protagonista del romanzo di Giorgio Bassani, premio Viareggio nel 1962, e dell’omonimo film diretto da Vittorio De Sica che vinse nel 1971 l’Oscar come miglior film straniero.

Ormai era abituato alle interviste. Nella grande casa triestina della popolare astrofisica fiorentina era un continuo via vai di colleghi scienziati e di giovani attirati dalla seducente loquela di colei che parlava di stelle, di pianeti, di comete e di altre lontane cose come fossero lì a portata di mano, in giardino o sul tetto, quasi le potessi toccare.

Dal grado di stagionatura del pecorino può dipendere l’esito felice di una contrastata storia d’amore.

Lawrence Ferlinghetti, poeta, pittore, editore e libraio americano, è morto a San Francisco il 22 febbraio scorso.

Il 10 dicembre prossimo, nell’anniversario della morte a Sanremo del fondatore del premio più prestigioso al mondo, il fisico romano Giorgio Parisi riceverà il premio Nobel per i risultati delle sue ricerche nel campo dei sistemi complessi.

In genere al cinema è l’uomo che racconta la vita del suo cane, ci sono registi che hanno filmato storie affascinanti di cui sono protagonisti i nostri amici a quattro zampe, e questo vale anche i gatti.

Lo ha chiamato Hope, in italiano “speranza”, perché da bravo vigile del fuoco volontario aveva davvero sperato di far diventare quel suo delizioso cucciolo di labrador il componente di una delle tante unità cinofile, che vedeva spesso operare sul luogo degli interventi di soccorso fatti dagli uomini e dai cani del Corpo al quale era fiero di appartenere.

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